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14°
Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento
Salsomaggiore Terme 4-6 novembre 2005
Conclusioni
Si è
tenuto a Salsomaggiore Terme dal 4 al 6 novembre 2005 il 14° Congresso Nazionale
dei Club degli Alcolisti in Trattamento. La sobria ed efficace organizzazione e
l’ampia partecipazione di famiglie e servitori-insegnanti, tutti impegnati nei
programmi alcologici territoriali dei Club degli Alcolisti in Trattamento, hanno
reso possibile un clima empatico nel quale le stesse relazioni presentate hanno
assunto il significato di uno stimolo e di una condivisione di contenuti che
pongono le premesse per un ulteriore sviluppo dei programmi alcologici
territoriali dei Club degli Alcolisti in Trattamento a partire dalle seguenti
conclusioni:
- Il
Congresso ha sollecitato non solo la necessità di continuare il lavoro del
Professor Hudolin in base ai principi dell’approccio ecologico-sociale, ma
anche di riuscire a vivificare quel pensiero alla luce dei cambiamenti della
situazione sociale e culturale delle comunità, come l’aumento dei consumi
dei giovani, la modificazione della struttura familiare nei contesti urbani,
il mercato globale con la spinta al consumismo individuale con conseguente
carenza della giustizia sociale esistente. Riteniamo necessario avviare una
stagione di sperimentazioni, di riflessioni e di approfondimenti della
nostra metodologia, che raccolga tutte le esperienze significative e
restituisca slancio allo sviluppo dei programmi alcologici territoriali e al
movimento dei Club degli Alcolisti in Trattamento. In tal senso l’etica
della corresponsabilità, che abbiamo scelto come regola del nostro agire, ci
spinge ad essere conseguenti e ad avviare un circolo virtuoso dalla teoria,
che già abbiamo (l’eredità di Hudolin), alla pratica, alla vivificazione
della teoria alla luce dell’esperienza. Abbiamo bisogno di condividere,
nello stesso cerchio delle responsabilità e delle riflessioni, quanto è
necessario programmare e fare nel concreto. Si richiede all’AICAT di
convocare quanto prima, l’incontro dei direttori e dei co-direttori dei
corsi di sensibilizzazione.
- dai
programmi alcologici territoriali emerge la necessità della metodologia di
far fronte ai cambiamenti della cultura sanitaria sociale e generale nella
quale viviamo. Tali cambiamenti metodologici necessitano di approfondimento
e condivisione.
- i
principi ispiratori dei programmi alcologici territoriali sono già contenuti
negli scritti del professor Hudolin e nelle conclusioni dei corsi di
sensibilizzazione. In particolare si accoglie come vincolante l’appello
espresso dal Professore nel CD audio trasmesso all’inizio della sessione
“Memorial Hudolin” a non sovraccaricare in maniera schizofrenica gli impegni
dei servitori insegnanti per ciò che riguarda la formazione: tutto è
riconducibile a 6 sabato di aggiornamento all’anno.
-
citando di nuovo il Prof. Hudolin, “… l’ecologia sociale prevede anche un
giustizia sociale di cui non si parla abbastanza. Si deve parlare della
giustizia sociale dei nostri club e delle nostre associazioni, e questo
nessuno vuole”
- la
continuità nell’innovazione va intesa come risposta ai bisogni espressi
dalle comunità locali recuperando la capacità di ascoltare le persone e i
loro bisogni
- i
club auspicano lo sviluppo di un lavoro di umanizzazione dei servizi per
adattare i servizi alle famiglie e non viceversa
-
l’approccio ecologico-sociale è stato introdotto dal prof Hudolin in campo
alcologico. Questo approccio deriva da un preciso campo scientifico,
culturale e filosofico che riconosce nelle variabili sociali e culturali e
nelle relazioni che si stabiliscono tra le persone ed i loro ambienti di
vita e di lavoro gli aspetti costituenti della dimensione esistenziale delle
persone. Nell’approccio ecologico sociale si individuano metodi di analisi,
di ricerca e di intervento compatibili con la complessità degli eventi
umani e la non riducibilità ad aspetti singoli e frammentati o
all’individuo isolato dal suo sistema di relazioni. Applicato al campo dei
problemi alcol correlati e complessi l’approccio identifica la centralità
del club degli alcolisti in trattamento, precisando la sua appartenenza alla
comunità locale, e si dimostra un metodo rigoroso applicabile all’insieme
delle componenti e caratteristiche della comunità locale. Di conseguenza
l’approccio ecologico sociale è disponibile per tutta la comunità locale. A
partire da queste considerazioni si sottopone alla riflessione
l’affermazione che i club non sono gli unici depositari dell’approccio
ecologico sociale, che riguarda le persone e la crescita e maturazione di
ciascuno, non nel club ma nella comunità locale. A tale proposito si
auspica un ulteriore approfondimento.
- si
esprime la necessità di individuare strumenti di verifica compatibili con la
complessità dell’approccio ecologico sociale, di cui si ribadiscono le
solide basi scientifiche. Questa scientificità si caratterizza per
l’attenzione alla complessità, l’approccio umanistico, l’attenzione alle
variabili culturali, il rispetto dei diritti umani universali, la dimensione
relazionale e sistemica dei fenomeni umani che non sono mai la somma di
singole individualità, la semplicità della metodologia e sulla sua alta
replicabilità, nonché il pieno coinvolgimento del ricercatore in ciò che sta
ricercando. Ciò significa che nessuno può sottrarsi alla domanda rispetto
al proprio stile di vita
- la
metodologia Hudolin rappresenta una delle più efficaci e concrete
realizzazioni delle linee di indirizzo contenute nei documenti di salute
pubblica internazionali applicate in particolare al campo alcologico
- sono
emersi concetti quali capitale sociale, potenzialità umane, empowerment
della comunità e rete territoriale. Tutti questi concetti che appartengono
a campi specialistici del sapere devono essere approfonditi e valutati
relativamente alla loro compatibilità con la metodologia o all’eventuale
incompatibilità o ridondanza.
- le
sessioni hanno evidenziato che, pur riconoscendo la necessità
dell’innovazione, parte della metodologia non è stata applicata. Apriamo la
stagione del fare con una sperimentazione concreta che metta a punto gli
strumenti formativi necessari ad una pratica corretta e ad una verifica. Da
questo lavoro collettivo può derivare la corretta realizzazione della
metodologia e di conseguenza può emergere l’innovazione del sistema. In
particolare bisogna realizzare corsi di sensibilizzazione ogni due anni in
ogni comunità, tutte le SAT, l’attivazione dei Centri Alcologici
Territoriali Funzionali, la divisione-moltiplicazione del club una volta
l’anno, la rotazione di tutte le cariche, a partire da quelle del Club, la
partecipazione di tutta la famiglia, l’ingresso diretto e il più precoce
possibile delle famiglie nel club, l’approccio di rete nella comunità, con
particolare riguardo al coinvolgimento dei giovani nella vita del club
- si
auspica la costituzione di un gruppo di lavoro nazionale per la ricerca
- una
riflessione specifica deve essere dedicata al problema del rapporto alcol e
giovani: l’ipotesi è un approccio di comunità, cioè l’incrocio tra
l’approccio familiare, teso al coinvolgimento dell’intera famiglia compresi
i figli minori, in particolare adolescenti, e il lavoro di rete per
mantenere coinvolti i giovani con PAC, che per la natura della loro
condizione esistenziale tendono a definirsi fuori della famiglia nel gruppo
dei pari; ciò implica un lavoro che comprende associazioni sportive e
culturali, gruppi di quartiere e di parrocchie, ecc.
- E’
bene coinvolgere le famiglie durante i congressi nella discussione, sia
nelle tavole rotonde con la partecipazione sul tema specifico, sia con uno
spazio di testimonianze libere in cui portare le proprie esperienze di
crescita e maturazione..
- i
corsi di sensibilizzazione non sono aggiornamenti per professionisti, ma
rappresentano la formazione di base del sistema.
-
sulla base dei principi della metodologia e della sua dimensione etica,
sarebbe bene evitare derive di pura immagine
- per
l’organizzazione dei prossimi congressi, si propone di avere una sessione il
venerdì pomeriggio, di ridurre il Memorial Hudolin ad un’ora, di avere meno
sessioni con meno relatori e più tempo per la discussione, e infine di
ripristinare la comunità familiare durante i congressi.
- Si
precisa che le eventuali quote dei Club sono da considerarsi liberalità che
non pregiudicano in alcun modo né il lavoro nel Club né la partecipazione.
- I
mondo dei Club deve porre attenzione ad un costante e maggior
coinvolgimento, nell’approccio ecologico sociali, delle figure professionali
impegnate nel campo della salute, e delle altre figure rappresentative della
comunità locale
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Dal 10/04/2008

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