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Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento
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L’APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE DI VLADIMIR HUDOLIN: UNA NUOVA EPISTEMOLOGIA PER I PROBLEMI ALCOLCORRELATI Guido Guidoni e Angela TilliUna filosofia di vita Agli inizi degli anni Novanta il Prof. Hudolin ha introdotto il concetto di "spiritualità antropologica", definito come "la cultura sociale umana basata sui valori che l'uomo ha da sempre posseduto come un codice interno di regole di comportamento"27. La spiritualità antropologica, coerentemente con una visione sistemica, è vista come parte dell'ecosistema umano e cambia con il cambiare di questo. Secondo il Prof. Hudolin questo momento storico è caratterizzato da una crisi della spiritualità antropologica a livello planetario. I Club degli Alcolisti in Trattamento si basano sulla solidarietà, sull'amicizia, sull'amore, sulla ricerca della pace e della convivenza e sulla necessità di cambiamento della cultura sanitaria e generale e, quindi, della spiritualità antropologica. Per questo raggiungere l'astinenza dal bere è considerata solo una tappa intermedia di un percorso verso l'elaborazione di una "filosofia di vita" incentrata sui valori della solidarietà, amicizia, amore, pace, giustizia sociale, l’impegno per i diritti umani fondamentali, sull'accettazione della diversità. In questo modo i programmi alcologici territoriali entrano a far parte di una vasta azione di protezione e promozione della salute (e, quindi, della vita) e dei valori spirituali specifici della specie umana27. Secondo Maturana e Varela (1984) patrimonio esclusivo dell'essere umano, tramite il linguaggio, è la riflessione. La riflessione permette di trascendere ad una prospettiva più ampia dalla quale ci si rende conto che, come essere umani, abbiamo solo il mondo che creiamo insieme con gli altri. A questo livello, secondo gli autori, ci si arriva spesso attraverso l'amore, da loro definito come "l'accettazione dell'altro da parte di qualcuno nella convivenza" (corsivo degli autori). Per Maturana e Varela l'amore è "il fondamento biologico del fenomeno sociale: senza amore, senza accettazione dell'altro da parte di ciascuno, non c'è socializzazione, e senza socializzazione non c'è umanità. Qualunque cosa che distrugga o limiti l'accettazione dell'altro da parte di qualcuno [...] distrugge o limita [...] l'essere umano"28. Partecipare ai Club, e in generale lavorare seguendo questo approccio, comporta quindi, un "cambiamento individuale con l'acquisizione di una specifica 'filosofia di vita'. Infatti, poiché in base a questo approccio ognuno di noi è parte integrante dell''ecosistema' che esprime la sofferenza 'multidimensionale', nessuno, nemmeno il professionista, può avanzare pretese di controllo, cura, gestione, o quant'altro dei vari problemi e, proprio per lo stesso motivo, nemmeno nessuno se ne può chiamare fuori. Unica possibilità che resta ad ognuno, sia professionista che non, è quindi quella di porsi 'al servizio' di questo 'ecosistema umano-planetario' (di qui anche la trasformazione del termine 'operatore' in quella di 'servitore'), perché è solo mettendoci al servizio di questo nostro mondo che noi potremo migliorarne la vita, che è anche la nostra"18. Questo vuol dire che, operare secondo l'approccio ecologico-sociale non significa soltanto prendersi cura delle persone con problemi alcolcorrelati e le loro famiglie, ma implica una profonda esperienza personale, che implica a sua volta l'adozione di una nuova filosofia di vita. Ogni teoria è determinata dalla personalità del suo fondatore e dai pazienti con i quali questi si è trovato a lavorare29. La teoria ecologico-sociale è nata nell'ambito dei problemi alcolcorrelati e in questi ha trovato la sua più importante applicazione ma è una teoria adattabile a qualsiasi disagio provocato da alterazioni dell'ecosistema umano. Il Prof. Hudolin stesso era il primo a mettere la teoria continuamente in discussione per adattarla alle nuove esperienze. Attualmente siamo davanti ad una teoria aperta a nuovi sviluppi e a nuovi campi di applicazione. |
Dal 10/04/2008
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