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L’APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE DI VLADIMIR HUDOLIN:

UNA NUOVA EPISTEMOLOGIA PER I PROBLEMI ALCOLCORRELATI

Guido Guidoni e Angela Tilli

Un modello epistemologico.

Con Hudolin si ha una rivoluzione epistemologica nell'approccio all'alcolismo: l'alcolismo e gli altri problemi alcolcorrelati non sono più considerati come una malattia o un vizio ma come un comportamento, uno stile di vita e come tale determinato da molteplici fattori interni ed esterni alla persona di natura biologica, psicologica e sociale. Invece di alcolismo viene usato il termine "problemi alcolcorrelati". Il problema alcolcorrelato viene considerato come un disturbo nei sistemi ecologico-sociali nei quali l'uomo è inserito.

Soprattutto viene sottolineato che i problemi alcolcorrelati sono legati alla cultura del bere presente nelle nostre comunità e che una loro prevenzione e un miglioramento dello stile di vita legato al bere non possa prescindere da un cambiamento della cultura sanitaria e generale della comunità19. Recentemente Fritjof Capra ha scritto: “la cultura è incarnata nello stile di vita delle persone con una pervasività tale che, normalmente, tendiamo a non rendercene neppure conto”20

La teoria ecologico-sociale rappresenta un approccio epistemologico in linea con la prospettiva che De Leo e Patrizi (1992) hanno definito in termini di "costruzionismo complesso", rappresentata, seppur da angolazioni diverse, da autori come Kelly, von Bertalanffy, Bateson, Popper, Prigogine, Maturana e Varela, Morin, Luhman. Una prospettiva in cui in primo luogo si ha la rinuncia ad ogni spiegazione di tipo lineare e la valorizzazione di un pensiero circolare che proceda dal tutto alle parti e dalle parti al tutto21,22.

La teoria ecologico-sociale aderisce all'approccio sistemico15,3, approccio che, secondo De Leo e Patrizi (1992), ha storicamente contribuito all'epistemologia della complessità. "Con la teoria sistemica, il comportamento problematico, dalla devianza psichiatrica alla tossicomania, viene reinserito all'interno del contesto in cui si esprime e di cui a qualche livello di realtà è espressione. Non più attributo del singolo, della sua mente o di patologie organiche, il comportamento 'negativo' viene riletto come un disagio del sistema cui l'individuo appartiene, come comportamento significato e significante se riferito a quel sistema di interazioni"21. Quindi abbiamo una valorizzazione del contesto come sottosistema ecologico di cui ogni comportamento è parte ed è da esso definito23,24.

Per Hudolin è la "comunità", cioè l'ambiente dove l'uomo vive e lavora, il sistema di cui l'alcolismo e gli altri problemi alcolcorrelati è espressione sotto forma di stile di vita a cui la comunità stessa dà significato3,19. La famiglia rappresenta un sottosistema fondamentale del sistema comunità. La comunità è di fatto una comunità di famiglie. L'approccio familiare è quindi ritenuto essere l'"approccio minimo" indispensabile per affrontare il problema.

L'attenzione al contesto si esprime anche nei confronti della teoria stessa che prevede continue revisioni in base alle nuove conoscenze emergenti dall'ambiente scientifico e dall'esperienza che della teoria viene fatta nella pratica quotidiana. In base a tali emergenze si è avuto un ulteriore sviluppo del concetto ecologico-sociale con l'introduzione della "multidimensionalità", cioè il lavoro con famiglie che presentano i problemi alcolcorrelati in combinazione con altri disagi come l'uso di sostanze psicoattive, i disturbi psichici, esistenziali, ecc19 (finestra 3).

Finestra 3

Lo sviluppo dell’approccio ecologico-sociale ai problemi alcocorrelati e complessi

L'approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi, nelle prime fasi della sua evoluzione era chiamato approccio psico-medico-sociale e lo sforzo era concentrato soprattutto sulla preparazione e sull'attuazione dei programmi di lavoro, sulla prima valutazione dei risultati nonché sulla formazione di base degli operatori, allora chiamati terapeuti perché era ancora adottato il concetto dell'alcolismo come malattia.

 

Nel 1975 è stato adottato l’approccio familiare.

Una tappa importante dello sviluppo di tale metodologia è stata la sua introduzione in Italia, nel 1979. Nel nostro Paese, infatti, l'approccio del Prof. Hudolin ha avuto uno sviluppo particolarmente rigoglioso al punto che oggi sono presenti oltre 2200 Club degli Alcolisti in Trattamento diffusi su tutto il territorio nazionale.

 

Nel 1985 l'approccio ha iniziato a svilupparsi verso la sua forma attuale: ha abbandonato il concetto di malattia e ha definito i problemi alcolcorrelati come comportamento, stile di vita. Con una sempre più precisa elaborazione anche dal punto di vista teorico, si è sviluppato poi verso quello che avrebbe cominciato a chiamarsi approccio ecologico-sociale19.

 

Dalla metà degli anni '90 questo approccio è stato esportato dall'Italia in numerosi Paesi sia europei che extraeuropei. Oggi i Club degli Alcolisti in Trattamento sono presenti in 28 paesi oltre l’Italia: Albania, Bielorussia, Bosnia, Brasile, Bulgaria, Cile, Croazia, Danimarca, Ecuador, Francia, Grecia, India, Macedonia, Montenegro, Nicaragua, Norvegia, Nuova Zelanda, Perù, Polonia, Portogallo, Russia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Svizzera25.

 

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