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Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento
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TERZA CONFERENZA SULLE TOSSICODIPENDENZE GENOVA 28-30/11/2000 La Sessione di lavoro alcol e giovani: una nuova sfida per un antico comportamento ha visto un'ampia partecipazione di operatori pubblici e privati e di cittadini e ha definito un gruppo di lavoro per le conclusioni costituito da: V.Cerrato, M.Cibin, T.Codenotti, G. Forza, M.Laezza, G.Maranzano, F. Marcomini, A.Mattei, S. Pala, V.Patussi, C. Propopat, E. Scafato, G.Ticali. Nel corso di un ampio dibattito è emersa l'evidenza scientifica che l'uso di alcol e di tabacco rappresentano un dato di realtà per quanto riguarda la popolazione giovanile ed una priorità dell'esigenza di tutela e promozione della salute per la popolazione generale. E' stato inoltre evidenziato che: 1. l'uso di alcol e l'uso di tabacco costituiscono una modalità frequente ed importante come "porta di ingresso" per il consumo delle altre sostanze legali ed illegali 2. esiste una distribuzione disomogenea sul territorio nazionale di servizi e programmi finalizzati alla prevenzione ed al trattamento dei problemi correlati al consumo di alcol e tabacco. 3. molto spesso le iniziative sono demandate alla disponibilità dei singoli piuttosto che ad un quadro normativo preciso 4. le buone pratiche fin qui realizzate in alcune regioni possono rappresentare un punto di riferimento. L'evidenza epidemiologica dimostra un trend crescente nella prevalenza dei consumatori di alcol e dei fumatori con particolare riguardo alla popolazione giovanile. PER QUANTO RIGUARDA L' ALCOL Il danno provocato dall’alcol impone un carico economico significativo sugli individui, le famiglie e la società attraverso costi sanitari, perdita di produttività dovuta all’aumento della morbilità, costi dovuti a incendi e danni alla proprietà, e perdita di reddito dovuta a mortalità precoce. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i costi dell’alcol per la società rappresentino il 2- 5% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Sempre secondo tali fonti i prodotti alcolici sono responsabili di circa il 9% del carico totale di malattie nella Regione Europea. Il consumo di alcol e la frequenza del bere eccessivo sono associati ad un aumento del rischio di incidenti, inclusi quelli stradali, violenza intenzionale sia verso se stessi che verso gli altri, suicidi, violenza familiare, crimini violenti, comportamenti criminali e danni prodotti alle persone in quanto vittime, inclusi il furto e lo stupro. Nel 1995, la Conferenza Europea su Salute, Alcol e Società a Parigi ha adottato la Carta Europea sull’Alcol. La Carta, che stabilisce principi etici e strategie che i paesi possono usare per sviluppare politiche e programmi sull’alcol, è stata sottoscritta da tutti gli Stati Membri nella Regione Europea dell’O.M.S. SALUTE 21, il documento dell’OMS per la Regione Europea 21 obiettivi per la salute. Il target 12 recita che “entro l’anno 2015, gli effetti negativi per la salute derivanti dal consumo di sostanze che producono dipendenza come il tabacco, l’alcol e le droghe psicoattive dovrebbero subire una riduzione significativa in tutti gli Stati Membri”. L’obiettivo principale del Piano di Azione Europeo sull’alcol per il periodo 2000-2005 è prevenire e ridurre il danno provocato dall’alcol in tutta la Regione Europea individuando 10 aree di intervento strategiche e misure riguardanti: Informazione e educazione; Ambienti pubblici, privati e lavorativi; Alcol e guida; Disponibilità di prodotti alcolici; Trattamento; Promozione delle bevande alcoliche; Responsabilità dell’industria di bevande alcoliche e del settore della distribuzione e della vendita; Capacità della società a dare risposte ai danni alcol correlati; Le organizzazioni non governative; Formulazione; Realizzazione e monitoraggio delle politiche.La urgenza di azioni riguardanti l’alcol, ed in particolare l’alcol ed i giovani, saranno oggetto di una “Dichiarazione sui Giovani e l’Alcol” che verrà ratificata a Stoccolma da 51 Ministri della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel febbraio 2001 in occasione della Ministerial Conference on Young People and Alcohol. In considerazione di quanto descritto si richiedono al Governo le seguenti iniziative: 1. si sollecita la puntuale attuazione della normativa delineata dall'art. 3 septies del D.L. 229/99, dell'Accordo Stato - Regioni del gennaio 1999 e dell'Atto d'Intesa Stato - Regioni dell'agosto 1999. In particolare si chiede che nel previsto atto di indirizzo e coordinamento Sanità/Affari Sociali, di cui all'art.3 septies del citato D.L. venga attuato l'inserimento delle prestazioni sociosanitarie ad alta integrazione sanitaria relative alle dipendenze da alcol e farmaci nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza erogati dalle Aziende Sanitarie. 2. devono essere previste adeguate risorse nel Fondo Sanitario Nazionale per il finanziamento degli interventi relativi all'alcol 3. deve essere prevista l'individuazione di percorsi specifici per soggetti con problematiche particolari, quali minori, soggetti con patologie mentali, disabili, soggetti con grave disagio sociale, immigrati, popolazione carceraria 4. si richiede una politica chiara e mirata alla riduzione del consumo delle bevande alcoliche nella popolazione generale, una decisa strategia di contrasto alle lobby che ne controllano il mercato ed una rapida approvazione della Legge Quadro che è ritenuta indispensabile soprattutto per la regolamentazione della pubblicità, dell'informazione, della distribuzione e della vendita, dei controlli della guida e negli ambienti di lavoro 5. si chiede al Governo di riconoscere, potenziare e sostenere i processi che aumentano i livelli di conoscenza e competenza dei cittadini nelle azioni di tutela e promozione della salute in campo alcologico 6. si chiede che possano essere finanziati ai sensi della Legge 45/99 i progetti relativi a problematiche alcologiche, indipendentemente dalla loro "correlazione" con problemi droga correlati. 7. si chiede che venga organizzata la Conferenza Nazionale sull'alcol in attuazione dell'impegno preso a Napoli nel 1997 durante la II Conferenza Nazionale. 8. si chiede che le conclusioni di questa sessione relativamente all'alcol rappresentino un punto di riferimento per la stesura del documento della delegazione italiana alla Conferenza Ministeriale Europea su Alcol e Giovani che si terrà a Stoccolma dal 19 al 21 febbraio 2001.
PER QUANTO RIGUARDA IL TABACCO I dati ISTAT riportano che la prevalenza dei fumatori maschi è del 33% e la prevalenza nelle donne è del 17,3%. La stima dell'Istituto Superiore di Sanità riferisce che i fumatori maschi e femmine sono complessivamente 18.000.000, pari al 36,4%. Il fumo causa un sesto del totale dei decessi, ed il 30% dei decessi in età media, con perdita di aspettativa di vita di 20-25 anni e relativi costi. In considerazione di quanto descritto si richiedono al Governo le seguenti iniziative: 1. la proposta di legge "Veronesi" attualmente in discussione, è un elemento di estrema rilevanza per il controllo dei danni da tabacco: essa andrebbe integrata con chiare indicazioni relative agli interventi per la prevenzione e la cura del tabagismo 2. il Sistema Sanitario Nazionale, come riconosciuto nel Piano Sanitario Nazionale 1998-2000, deve farsi carico della prevenzione e cura del tabagismo, valorizzando le esperienze già in atto e promuovendo ulteriori forme di intervento, anche con Unità dedicate che agiscano in un'ottica di collaborazione e lavoro di rete 3. si richiede di conseguenza che adeguate e specifiche risorse vengano previste nel Fondo Sanitario Nazionale per il finanziamento di tali interventi
IN CONCLUSIONE Le sostanze legali (alcol, tabacco e farmaci) hanno una loro specificità rispetto alle sostanze illegali. Pertanto si richiede al Governo la creazione di un tavolo formale di dibattito e di coordinamento specificamente dedicato alla valutazione di bisogni e delle priorità emerse a livello nazionale regionale e locale finalizzato a identificare e sostenere i relativi programmi e interventi. Tale coordinamento, analogamente alle esperienze relative alle tossicodipendenze, dovrà essere formato dagli Enti Locali, dalle Regioni, dal Ministero della Sanità, dal Dipartimento Affari Sociali e da rappresentanti di altre organizzazioni quali società scientifiche e associazioni di cittadini. Si chiede inoltre che venga inserita nei percorsi curricolari di tutte le figure professionali sociali e sanitarie una formazione adeguata e specifica su alcol e tabacco. RELATORE FRANCO MARCOMINI |
Dal 10/04/2008
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