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Rapporto Chabalier

Francia

 

    In Francia il Governo ha ricevuto l'atteso rapporto Chabalier, commissionato tempo fa ad un paniere di esperti, per capire quale deve essere l'atteggiamento delle istituzioni verso il vino, questo elemento così importante nella tradizione e nella cultura francese (ma anche italiana), i cui effetti dannosi sono però sottostimati e sottaciuti. 

 

    Il rapporto Chabalier ha detto senza mezzi termini che è inaccettabile che in Francia si continuino a registrare (almeno) 23.000 morti all'anno a causa delle bevande alcoliche senza che nessuno si decida ad informare i consumatori sui rischi connessi al consumo di queste sostanze.

 

    Al più presto vanno messi avvertimenti sulla salute in etichetta, chiari e precisi come quelli messi sui pacchetti delle sigarette (es. "il vino uccide") e vanno messi subito avvisi per prevenire il consumo di vino in gravidanza, che causa ogni anno 7.000 nascite di bambini malformati (Sindrome Feto Alcolica).
 

a cura di Ennio Palmesino

 

Francia, avvisi anche sul vino «L’alcol fa male alla salute»

Da Il Giornale sabato 26 novembre 2005

Alberto Toscano da Parigi
«L'alcool nuoce gravemente alla salute» è la scritta che potrebbe comparire l'anno prossimo sulle bottiglie di vino, birra e liquori in Francia. La proposta - che le potentissime associazioni transalpine dei viticoltori considerano alla stregua di uno scandalo e di una provocazione - è stata formulata in seguito alla presentazione del «rapporto sull'alcolismo», redatto dal giornalista Hervé Chabalier e consegnato giovedì al ministro della Sanità, Xavier Bertrand.  Ne emerge un quadro davvero drammatico: ogni anno l'alcol uccide ben 45mila persone in Francia, il Paese europeo che guida la classifica della mortalità maschile legata al bicchiere. I danni causati dall'alcol toccano la cifra annuale di 17,53 miliardi di euro, corrispondente all'1,42 per cento del Prodotto interno lordo (Pil). Il flagello del tabagismo costa alla Francia lo 0,8 per cento del Pil e quello degli stupefacenti lo 0,16 per cento. Di qui l'idea di imporre su tutte le bottiglie di alcolici un'etichetta simile a quella che compare sui pacchetti di sigarette.  Poche parole, ma terribilmente chiare. L'ideale, per Hervé Chabalier, sarebbe copiare il monito usato per i fumatori: «L'alcol crea un'elevata dipendenza, non iniziare» e soprattutto quel drammatico «Il fumo uccide». Il «rapporto Chabalier» suggerisce al governo di «dire e ripetere senza sosta e sotto ogni forma quanto l'alcol sia pericoloso per la salute dei cittadini».
I viticoltori sono su tutte le furie perché la loro situazione economica è già minacciata dalla concorrenza internazionale sul mercato dei vini e dal cambiamento di gusti dei francesi in favore della birra.
La loro tesi è che un consumo «moderato» di vino non crea il minimo problema alla salute e costituisce anzi un fattore benefico. Il loro sogno è quello di scrivere sulle etichette frasi come «chi beve vino campa cent'anni», ma questa volta - diversamente dal passato - il governo sembra dare ascolto ai nemici dell'alcool più che all'influente lobby degli amici della vigna. Si studia dunque un compromesso per introdurre sulle etichette una frase dissuasiva senza giungere alla dura espressione usata per le sigarette.

 

 

jeudi 24 novembre 2005, mis à jour à 08:39

Alcool

Un constat alarmant Valentine Piedelièvre

Un Français sur dix est malade de l'alcool. Chaque jour, cinq personnes meurent d'un accident lié à l'alcoolisme

Fonte : www.lexpress.fr/info/quotidien/actu.asp?id=1295

Un rapport, publié aujourd'hui et remis au gouvernement, donne des chiffres alarmants sur l'alcoolisme en France. L'auteur, le journaliste Hervé Chabalier, fondateur et directeur de l'agence de télévision Capa, sait de quoi il parle pour avoir lui-même souffert des ravages de l'alcool. Le document souligne que cinq millions de personnes ont une consommation abusive, et que deux millions d'entre elles sont carrément dépendantes de cette "drogue". L'alcool est aussi "la première cause de mortalité des jeunes".

Parce que leur mère a bu pendant leur grossesse, 700 à 3000 enfants, sur les 750 000 qui naissent chaque année, sont susceptibles d'être atteints d'un syndrome d'alcoolisation foetale (SAF) grave, et donc d'être handicapés. La boisson tue directement, selon les experts, 23 000 personnes par an. Elle est impliquée dans 45 000 décès si l'on prend en compte d'autres éléments comme la violence ou les accidents. L'alcoolisation est impliquée dans 10 à 20 % des accidents du travail et à l'origine de 2700 morts sur la route par an. "C'est aussi un fardeau financier pour la collectivité supérieur à celui du tabac et des stupéfiants réunis : 1,42% du PIB soit 17,53 milliards d'euros contre 0,8% pour le tabac et 0,16% pour les stupéfiants", écrit Hervé Chabalier. 

L'auteur pointe la faiblesse de la prise en charge des malades dans des hôpitaux souvent dépourvus d'équipe spécialisée. A Paris et en Ile-de-France, il existe 245 lits d'alcoologie, représentant 5260 hospitalisations possibles par an, pour un peu plus de 550 000 patients. Il évoque aussi le "parcours du combattant" pour obtenir un rendez-vous ("un à trois mois d'attente") et les services qui ferment.

Ce énième rapport sur l'alcool, moins académique dans la forme que les précédents, brocarde l'Etat, dont l'engagement fait défaut, et les initiatives de certains parlementaires en faveur du vin de terroir qu'il qualifie de "pousse-au-crime". Le document d'Hervé Chabalier se conclut sur neuf recommandations : "faire de la lutte contre l'alcoolisme une grande cause nationale", "admettre que l'alcool n'est pas un produit ordinaire : c'est une drogue", "reconnaître l'alcoolisme comme une maladie progressive" sans attendre ses stades extrêmes (cirrhose, greffe du foie), "lutter contre le déni: grâce à des médecins qui veillent, des conseillers qui détectent, des groupes d'anciens buveurs qui interviennent", "associer l'éducation à la sanction"... Enfin, en plus de l'aide aux proches et du rôle de l'entreprise dans la prévention, il préconise de "décider urgemment des mesures spécifiques à destination des jeunes".

 

 

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