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L’APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE DI VLADIMIR HUDOLIN:

UNA NUOVA EPISTEMOLOGIA PER I PROBLEMI ALCOLCORRELATI

Guido Guidoni e Angela Tilli

 

Modello morale

Il primo a considerare l'ubriachezza come una "malattia della volontà", fu il Dott. Benjamin Rush nel 1785. Egli prescriveva come cura l'astensione immediata e totale dalle bevande alcoliche.  Il Dott. Rush portò avanti anche l'idea che l'alcolista fosse una vittima della diffusa e approvata usanza sociale di bere sostanze che provocano dipendenza11.

Da queste idee, verso la fine del XVIII secolo, negli Stati Uniti, nacque il Movimento di Temperanza e durante il XIX secolo si svilupparono varie organizzazioni di astinenti, come l'Organizzazione Internazionale dei Buoni Templari, che si battevano contro la produzione, la diffusione e il consumo di bevande alcoliche. Queste associazioni tentarono anche di fondare degli asili dove gli alcolisti potevano ricevere trattamenti speciali.

Tuttavia, con il diffondersi dell'industrializzazione, l'accento fu spostato sugli effetti negativi dell'alcol legati agli incidenti di lavoro, al costo per i lavoratori e le loro famiglie e soprattutto sul ruolo del bar come luogo di nascita del crimine e dell'immoralità. L'alcolista fu visto sempre meno come una vittima e sempre più come una minaccia per la comunità e l'ideologia dei vari movimenti di temperanza divenne più estrema e si orientò verso il proibizionismo, sfociando nella legge che, in USA, vietò la produzione, la vendita ed il consumo di alcolici dal 1919 al 1933, quando fu poi abolita perché non aveva portato gli esiti auspicati.

Comunque alcuni autori preferiscono considerare il modello di temperanza come distinto dal modello morale, in quanto il primo vede l'alcol come una droga pericolosa da consumare in ogni caso con cautela, mentre il secondo vede nella debolezza dell'individuo la causa dei problemi legati al consumo di alcol. Similmente all'interno del modello morale si possono riconoscere due sottomodelli: un modello morale "dry" (asciutto), che considera l'alcol come una sostanza nociva e quindi comunque inaccettabile e un modello morale "wet" (bagnato), per il quale gli alcolisti sono persone che non obbediscono alle regole di un modo di bere invece socialmente accettabile.

Il modello morale ha dominato nel 1800 ma non ha cessato del tutto di influenzare il pensiero ancora oggi. Ha enfatizzato una carenza nella responsabilità individuale e nella forza spirituale come causa di un bere eccessivo e smodato12.

Negli ultimi duecento anni la definizione dell'alcolismo si è del resto modellata sugli sviluppi del pensiero sulla devianza in generale e sulla malattia mentale in particolare: fino al XX secolo, malattia mentale e ubriachezza abituale erano entrambe attribuite ad un fallimento nel regolare se stessi e di conseguenza erano utilizzati trattamenti morali e repressivi nell'intento di ricostruire il potere di autocontrollo attraverso la disciplina, la routine e il duro lavoro10,6.

 

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