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LO SVILUPPO DELLE BANCHE DATI

DEI CLUB DEGLI ALCOLISTI  IN TRATTAMENTO

 G. Guidoni *, A. Tilli **

Fin da quando, all'interno dell'approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi, si è iniziato a parlare di ricerca, è stata rivolta un'attenzione particolare alla realizzazione di raccolte di informazioni longitudinali e continue che permettessero la creazione di banche dati.

Già il Registro degli Alcolisti Ospedalizzati della Repubblica di Croazia, realizzato da Hudolin all'inizio del suo lavoro nel 1964, voleva essere uno strumento per l'analisi longitudinale dei problemi alcolcorrelati.

Uno strumento del tipo di una banca dati è particolarmente adeguato per il monitoraggio di fenomeni in continua evoluzione, come i problemi alcolcorrelati, e di programmi sensibili ai cambiamenti socioculturali come l'approccio ecologico-sociale. Secondo Francescato e Ghirelli (1988), il monitoraggio è un'attività da svolgere nel corso dello sviluppo dei programmi con lo scopo di raccogliere dei feedback (informazioni di ritorno) tramite i quali chi gestisce e commissiona l'intervento e gli utenti dello stesso, sono in grado di valutare le difficoltà e di effettuare le eventuali correzioni e adattamenti del programma.

"La banca dati è sostanzialmente un grosso registro che fotografa la realtà nei suoi molteplici aspetti e che consente di ottenere informazioni utili, correlando tra loro i dati nel modo più opportuno. […..] Il valore esplicativo di una banca dati sta sostanzialmente nella continuità periodica delle rilevazioni, nella possibilità di confrontare le variazioni tra un periodo e l'altro e nel monitorare il più possibile la totalità dell'universo dei facenti parte il mondo dei Club." (Barcucci, 1997).

La mancanza di una raccolta sistematica di dati può significare "che il sistema conosce poco se stesso; come conseguenza sono limitate le possibilità di scambio tra le diverse zone e con gli ambiti della ricerca scientifica; l’immagine di ogni singolo programma è scarsamente definita sia in termini generali che di possibilità di valutazione e confronto, da tutto questo nascono limitazioni della capacità di auto-identificazione sia del gruppo di lavoro sia del gruppo di famiglie dei club, con conseguenze preoccupanti sulle capacità auto-poietiche, di desiderio di cambiamento-adeguamento, di comprensione della direzione dello spostamento del sistema e della capacità di orientarlo in modo da mantenere il controllo sugli spostamenti legati ai processi di ‘deriva naturale’.

Nei confronti della società, in particolare quando si tratta dei rapporti con gli amministratori pubblici, la mancanza di un certo tipo di dati ha come risultato la caduta verticale della capacità negoziale, tarpando le ali a programmi altrimenti fattibili e anche con chance di successo.”(Colusso, 1994).

Hudolin ha ribadito in diverse occasioni l'importanza della creazione di banche dati e ha anche suggerito una scheda per la raccolta delle informazioni (Hudolin, 1993, 1994).

Diverse banche dati sono state realizzate in Italia fin dalla metà degli anni '80, alcune tra le più importanti sono state:

 ·     La Banca Dati del Trentino: attiva fin dal 1984, ha utilizzato per dieci anni una scheda molto complessa raccogliendo fino ad oggi i dati riguardanti circa 3000 famiglie. Nel 1995 ha subito un'interruzione in coincidenza dell'adozione di una nuova scheda, basata su quella proposta dal Centro Alcologico per la Promozione della Salute Ambientale (CAPSA), ma l'anno successivo è subito tornata ad essere operativa. Prossimamente saranno pubblicati i dati relativi ai vari anni di attività.

·     Il primo tentativo di realizzare una banca dati a livello nazionale fu intrapreso nel 1991, con la proposta della Banca Dati Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento, coordinata dal Centro Alcologico per la Promozione della Salute Ambientale (CAPSA) di Treviso (Colusso et al., 1993). Nel 1993 sembrava che questa banca dati, nonostante l'avvio faticoso e varie difficoltà, fosse arrivata ad un livello di funzionalità operativa. Erano pervenute 3613 schede con informazioni relative a: condizioni socio-anagrafiche dell'alcolista, partecipazione della famiglia, uso di disulfiram, altri approcci di trattamento, uso di altre sostanze nell'alcolista e nei familiari, data di inizio del trattamento, giorni di astinenza, ricadute, distacchi. Tuttavia il progetto non ha avuto seguito. Il motivo per il quale questa banca dati non è riuscita a proseguire nella sua attività risiede, a nostro parere, nel fatto che risentiva, nel modello e nelle modalità di lavoro, di una cultura professionale "tradizionale", dalla quale infatti proveniva la maggior parte dei referenti di questa banca dati. Si trattava infatti di qualcosa di progettato e calato dall'alto nella vita dei Club che dopo i primi anni di attività non ha saputo svilupparsi.

·     La Banca Dati dell'ARCAT Piemonte: nata nel 1993 in stretta collaborazione con il Centro Alcologico per la promozione Ambientale (CAPSA) di Treviso che all'epoca si occupava della coordinazione della Banca Dati Nazionale e quindi simile a questa come questionario e metodologia. Rappresenta un lavoro imponente avendo raccolto nel 1996 informazioni riguardanti più di 1800 famiglie (Barcucci, 1997). Tuttavia anche questa banca dati ha trovato delle difficoltà e al momento è in ritardo con l'elaborazione delle informazioni, anche a causa della complessità del lavoro affidato ai membri dei Club che gestiscono i dati.

·     Il registro delle famiglie dell'Associazione Provinciale Bresciana dei CAT: nel 1994, in seguito al suggerimento del prof. Hudolin, venne formato un gruppo di lavoro che elaborò una scheda di raccolta dati. Nel 1995 erano state raccolte 257 schede. Il gruppo di lavoro aveva ben presente la "importanza dei membri del Club nel promuovere, realizzare, verificare la ricerca." Tuttavia emersero difficoltà nel motivare e responsabilizzare i membri dei Club rispetto a questa attività e perciò fu avanzata l'ipotesi di istituire una nuova figura a rotazione all'interno del Club, il responsabile per la ricerca. Inoltre fu espresso il proposito di attivare un corso di aggiornamento per i servitori-insegnanti sulla valutazione dei risultati del lavoro (Cecchi, 1997).

·     La banca dati dei Club dell'ACAT Bassa Friulana, avviata nel 1995 dal Centro Alcologico territoriale della Bassa Friulana con la consapevolezza della "importanza del fatto che siano gli stessi protagonisti dei programmi a predisporre ed utilizzare gli strumenti." (Puntin, Marcatti, 1997). Per la rilevazione dei dati furono utilizzati due strumenti: una relazione mensile di ogni Club che raccoglieva i dati relativi alle famiglie partecipanti, gli abbandoni, le ricadute, i giorni di astinenza; una scheda compilata semestralmente dai servitori sulle modalità di partecipazione e i dati anagrafici di ogni famiglia. Nel 1996 i dati raccolti riguardavano 350 famiglie. Nella realizzazione di questo progetto furono incontrati problemi a motivare i Club nella compilazione e nella consegna delle schede. Secondo il parere dei promotori di questa banca dati, una sottolineatura dell'importanza della ricerca nel lavoro dei Club potrebbe migliorare la motivazione a tale lavoro (Puntin, Marcatti, 1997).

·     L'osservatorio permanente di Vicenza: avviato all'inizio del 1996 da un gruppo di servitori-insegnanti sollecitati in questo senso dal prof. Hudolin (Barban, Gasparotto, Poncato, 1997). Questa banca dati raccoglieva, oltre alle consuete informazioni sul Club, anche informazioni sui servitori-insegnanti. Per quanto questa ricerca abbia fornito importanti informazioni per il lavoro dei Club, sembra essere mancata un' adeguata attenzione al coinvolgimento degli alcolisti e delle loro famiglie.

·     La Banca Dati della Lombardia: realizzata nel 1997 utilizzando una scheda elaborata appositamente e focalizzata soprattutto sull'approccio familiare nel lavoro dei Club. Hanno partecipato alla raccolta dei dati tutti i Club della regione per un totale di circa 1300 persone che hanno compilato i questionari (sulle 1500-1600 persone che rappresentano la popolazione totale dei Club lombardi). Sembra che l'esperienza non sia stata portata avanti a causa del disinteresse e del sospetto nei confronti delle attività di ricerca da parte dei Club (Tedioli, comunicazione personale).

·     La Banca Dati della Toscana: ha iniziato la sua attività nel 1997 con un questionario simile a quello proposto dal CAPSA, ampliato con alcune domande riguardanti i problemi complessi. In due anni di attività il gruppo di lavoro, formato da un rappresentante per ogni ACAT della regione, si è adoperato per sensibilizzare le associazioni e i membri dei Club all'importanza della ricerca. In particolare sono stati organizzati momenti di restituzione e discussione dei risultati dei quali è stata data la più ampia diffusione tramite stampe. Nel 1998 sono stati raccolti i dati riguardanti 598 famiglie (Banca Dati Regionale della Toscana, 1998, 1999).

·     LA Banca Dati della Liguria: avviata nel 1998 con la partecipazione di tutti i 50 Club della regione. Lo strumento per la rilevazione dei dati è stato elaborato in maniera indipendente dalle altre esperienze ed è composto da un questionario per i Club e un questionario per le famiglie (Cagnana, comunicazione personale).

·     La Banca Dati dell'ARCAT Veneto: ha iniziato il suo sviluppo nel 1999 in maniera autonoma rispetto alle altre esperienze. Raccoglie informazioni relativamente alle famiglie, ai servitori-insegnanti, ai Club e alle ACAT. Sta iniziando adesso ad avere rapporti con le altre banche dati regionali allineandosi ai loro lavori nella ricerca di una metodologia comune.

 Dalle brevi descrizioni di queste esperienze si evincono le difficoltà che si oppongono ad un lavoro di monitoraggio sistematico e continuo. Difficoltà che sembrano insormontabili in caso di progetti su larga scala, mentre le banche dati su scala più piccola, pur risentendo anch'esse degli stessi problemi, sembrano riuscire a beneficiare del fatto di realizzarsi in un rapporto più stretto con il territorio di competenza.

  

NUOVE PROPOSTE

I gruppi di lavoro che in questi anni hanno portato avanti le diverse banche dati regionali hanno avuto recentemente l'occasione di discutere insieme e hanno iniziato ad elaborare un nuovo progetto nazionale di valutazione del lavoro dei Club.

Un primo incontro dei gruppi di lavoro provenienti da Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Toscana, Trentino, Umbria, Veneto, si è tenuto nel marzo del 1999 a Monselice e un secondo incontro si è realizzato a maggio, durante il congresso di Assisi.

Alcuni punti possono riassumere le considerazioni emerse:

1.       Per favorire una raccolta sistematica di dati è necessario organizzare i Centri Alcologici Funzionali Territoriali.

2.       Appare opportuno inserire la ricerca come un'attività di base all'interno dei Club, dove deve diventare un'attività ricorrente e regolare.

3.       E' necessario organizzare una valutazione longitudinale del lavoro dei Club a livello nazionale.

4.       E' necessario spostare l'attenzione, fino ad oggi concentrata sull'alcolista, verso il sistema familiare e verso l'intero Club.

5.       E' opportuno che una banca dati nazionale nasca dal coordinamento delle banche dati regionali.

6.       Le banche dati devono prevedere la raccolta di quattro ordini di dati:

·     Le informazioni dei Club.

·     Le informazioni dei servitori-insegnanti.

·     Le informazioni delle famiglie.

·     Le informazioni delle attività di formazione.

A tal scopo sono state pensate delle prime proposte di schede per la raccolta dei dati.

Rispetto all'utilizzo delle schede, peraltro sempre più agevoli, elaborate in questi incontri, il gruppo di lavoro della Toscana ha sviluppato un'ulteriore proposta di innovazione nella modalità di raccolta dei dati.

La proposta prevede che almeno una volta l'anno ogni Club dedichi un suo incontro ad una riflessione sul lavoro svolto. Tale riflessione si concretizzerà nella compilazione di una scheda unica, che raccoglierà la somma dei dati riguardanti le singole famiglie, da trasmettere successivamente alle associazioni locali, provinciali, regionali. Questa scheda unica rappresenterà una prima elaborazione dei dati del Club nel suo insieme. Questo permetterà un ritorno immediato delle informazioni al Club che potrà così valutare immediatamente il lavoro svolto nel corso dell'anno appena trascorso e confrontare i risultati con quelli della rilevazione precedente. Inoltre la scheda unica faciliterà notevolmente le operazioni di raccolta e di elaborazione dei dati a livello regionale e nazionale: i questionari da gestire saranno alcune centinaia e non migliaia, quante sono le singole famiglie.

Un'altra proposta è che la compilazione delle schede avvenga durante la prima settimana del mese di aprile. Questa è la settimana in cui cade l'anniversario della nascita del primo Club degli Alcolisti in Trattamento e potrebbe diventare una sorta di "Settimana dei Club": nell'incontro di questa settimana i Club potrebbero riflettere sul lavoro svolto nell'anno precedente e festeggiare il "Compleanno dei Club" nati 35 anni fa, il primo aprile 1964.

E' da evidenziare che, rispetto agli approcci usati in passato, l'introduzione di questa matodologia di lavoro comporterà una certa perdita di informazioni. La scheda infatti ci fornirà informazioni su categorie con l'impossibilità di ricercare correlazioni tra caratteristiche individuali e familiari (per esempio potremmo avere una scheda che c'informa che in un Club sono presenti 12 maschi, 8 femmine e 5 persone che vivono sole, ma non potremmo individuare il sesso di queste ultime).

In questo modo l'asse della ricerca viene spostato sul sistema Club piuttosto che sull'individuo. Si ha la perdita di un certo tipo di informazioni a favore di una maggiore realizzabilità e di una maggiore copertura del programma di ricerca, ma soprattutto a favore di un maggior coinvolgimento dei membri dei Club che avrebbero la possibilità di riflettere e confrontarsi sul lavoro svolto "dati alla mano" diventando i promotori, i realizzatori e i fruitori delle ricerche dei (e non più su o con i) Club.

 * Coordinatore Banca Dati ARCAT Toscana

** Referente regionale Banca Dati ARCAT Toscana

 

 BIBLIOGRAFIA

 

1.            AA.VV., Dati preliminari anno 1997, Firenze, Banca dati Regionale della Toscana, 1998.

 

2.            AA.VV., Dati preliminari anno 1998, Firenze, Banca dati Regionale della Toscana, 1999.

 

3.            Barban R., Gasparotto S., Poncato A., Osservatorio permanente di Vicenza: primi dati, in Atti V Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento, La famiglia, la pace, il futuro, Associazione Italiana Club degli Alcolisti in Trattamento, 1997, pp.129-145.

 

4.            Barcucci P., La Banca Dati ARCAT Piemonte, in Atti V Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento, La famiglia, la pace, il futuro, Associazione Italiana Club degli Alcolisti in Trattamento, 1997, pp.153-163.

 

5.            Cecchi S., Il registro delle famiglie dell'associazione provinciale bresciana dei Club degli Alcolisti in Trattamento, in Atti V Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento, La famiglia, la pace, il futuro, Associazione Italiana Club degli Alcolisti in Trattamento, 1997, pp.101-114.

 

6.            Colusso L., Il sistema dei CAT in Italia e la banca dati, in Hudolin Vl., Ciullini A., Corlito G., Dellavia M., Dimauro P.E., Guidoni G., Scali L. (a cura di), L'approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi, Trento, Erickson, 1994, pp.502-512.

 

7.            Colusso L., Zaghi A., Gonano I., Berton M. C., Banca Dati Nazionale dei Club: avvio della prima fase e proposte di lavoro, in Atti del Convegno, La famiglia, l'operatore, il club, Trento, Erickson, 1993, pp. 266-270.

 

8.            Francescato D., Ghirelli G., Fondamenti di psicologia di comunità, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1988.

 

9.            Hudolin Vl., Introduzione, in Antonini G., Fedele F., Filippin N., Manera R., Milani L., Novello L., Rampin N., L'attività alcologica territoriale, Castelfranco Veneto (TV), Noumen, 1993, pp. 7-84.

 

10.        Hudolin Vl., Introduzione, in Hudolin Vl., Ciullini A., Corlito G., Dellavia M., Dimauro P.E., Guidoni G., Scali L. (a cura di), L'approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi, Trento, Erickson, 1994, pp. 15- 113.

 

11.        Puntin M., Marcatti E., Avvio di un programma di raccolta dati nell'ACAT 'Bassa Friulana', in Atti V Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento, La famiglia, la pace, il futuro, Associazione Italiana Club degli Alcolisti in Trattamento, 1997, pp. 84-85.

 

 

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