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Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento
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Le Associazioni in Italia Renato Bernardinis Già nel lontano 1979 Vladimir Hudolin, in Italia, percorreva, nel suo insegnamento, la strada della ‘sobrietà’ quale punto di partenza per portare le persone a riappropriarsi della propria identità e della propria salute. L’inizio fu molto duro e sconcertante sotto tutti i punti di vista, poiché ricordo ancora che le prime volte che andavo al Club mi guardavo attorno prima di varcare quella soglia, nel timore di essere visto da qualcuno e così essere ‘identificato’. L’inizio dei programmi in Italia ebbe il suo primo sfogo esterno dopo un mio articolo pubblicato sulla Vita Cattolica, settimanale d’informazione locale a diffusione regionale, in cui esternavo il mio pensiero per quanto concerne l’alcol, e nel titolo c’era l’insieme dei disagi che la sostanza provoca in quanto l’articolo era titolato ‘D’alcol si muore’ e alla fine di quell’articolo avevo fatto della pubblicità al dottor Renzo Buttolo e al suo reparto. Fu così che molte persone, provenienti anche da altre regioni, chiedevano di essere ricoverate presso il Reparto Lungodegenti dell’Ospedale di Udine ove erano messi a disposizione dieci posti letto dall’allora Presidente dell’Ospedale prof. Luciano Floramo ed era diretto dal dottor Buttolo. Inizialmente nel primo Club di Udine, fondato il 22 gennaio 1980, venivano inserite tutte le persone provenienti da fuori regione, e fu così che nel 1982 si aprì il primo Club nel Veneto (con Gianna Murer), nel 1983 in Toscana, a Firenze (con Rossella Santi), nel 1984 in contemporanea vennero aperti i Club a Chieri in Piemonte (con Olivo Gionco), a Cesena in Emilia Romagna (con Adele Bosi) e a Bergamo per opera del dottor Vanzetti e la famiglia Moi. Tutte queste persone citate, hanno poi dato vita alle rispettive Associazioni Regionali dei Club degli Alcolisti in Trattamento, mentre nelle altre realtà italiane i primi Club sorti hanno subìto delle forti pressioni esterne, e l’ARCAT del Friuli-Venezia Giulia veniva spesso invitata a portare il proprio contributo d’esperienza per aiutare quelle realtà a emergere e ad essere prese in considerazione dalle locali autorità. Ma ormai la fama dei programmi del professor Hudolin avevano raggiunto tutta la penisola italiana e da ogni parte d’Italia giungevano a Castellerio richieste d’aiuto per affrontare i problemi alcolcorrelati che sembravano irrisolvibili. Nel 1984 il Trentino applicò ai propri programmi il primo modello di lavoro di rete, che si è dimostrato nel tempo il miglior procedimento per l’applicazione dei programmi alcologici in fatto di protezione e promozione della salute. Da quella data, la fondazione di ARCAT in ogni regione era ormai un fattore di crescita quasi imperativo, per poter dare a tutti l’opportunità di accedere ai programmi per problemi alcolcorrelati e complessi. Negli anni a seguire il prof. Hudolin, nella sua lungimiranza, cominciò a modificare l’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi e, basandosi sulle indicazioni che arrivavano dall’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità), iniziò a introdurre il concetto di spiritualità antropologica e di multidimensionalità della sofferenza e del disagio sociale. Il 30 aprile 1989 a San Daniele del Friuli veniva costituita l’AICAT (presenti, quali soci fondatori: Luciano Floramo, Renzo Buttolo, Giovanni Pitacco, Renato Bernardinis, Renzo De Stefani, Stenio Plazzotta, Paola Crasti, Luigi Colusso, Fulvia Sevignani, Francesco Piani, Lino Segato, Andrea Devoto, Roberto Cuni. In seguito - è storia recente - si è passati dal periodo ‘adolescenziale’ delle nostre Associazioni alla necessità di crescita nella consapevolezza del dinamismo offerto dal metodo dei Club, vera risorsa sinergica nelle comunità locali. |
Dal 10/04/2008
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