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ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’

COMITATO REGIONALE EUROPEO

Cinquantacinquesima Sessione

Bucarest, Romania, 12 – 15 Settembre 2005

EUR/RC55/11 

EUR/RC55/Conf.Doc./7  53674

17 giugno 2005

 TRADOTTO DALL’ORIGINALE  INGLESE

Traduzione: cortesia di Ann Henderson (segreteria AICAT)

Supervisione: cortesia di Ennio Palmesino (presidente AICAT) 

Quadro della politica sull’alcol nella Regione Europea Dell’O.M.S. 

 

La Situazione riguardante l’alcol nella Regione. (2)

 

(2) Un resoconto più accurato  riguardante l’alcol in Europa,  valutazione dell’EAAP 2000-2005 si trova nella ‘Report on Alcol in Europe’,  il documento di base per la 55° Sessione del Comitato Regionale.

 

15.        Il consumo di alcol nell’Europa settentrionale si trova ad un altissimo livello storico ed è in aumento continuo. Il calo già registrato nell’Europa sud-occidentale sembra esser giunto alla fine. Nella regione orientale il consumo rimane ad un livello molto alto, raggiunto a metà degli anni novanta, anche se ci sono alcune differenze tra i vari paesi. Le fedi religiose portano a cifre di consumo molto basse in alcune zone, ma tra le persone che ne fanno uso, il livello è quasi uguale a quello nei paesi simili della Regione. In alcune aree della Regione Europea, il consumo non registrato è una parte sostanziale del quello totale e questo rende difficile fare paragoni tra paesi.

 

16.        Anche se le donne rappresentano solo 20 – 35% del consumo totale nella Regione Europea, questa proporzione è la più alta del mondo. Consumi giovanili “da sballo” continuano ad essere a livelli molto alti nell’Europa occidentale, e stanno aumentando a livelli simili nell’Europa orientale. La modalità dello “sballo” sta creando preoccupazione anche nell’Europa meridionale.

 

17.        Le cifre disponibili più recenti  mostrano che, complessivamente c’è stato un aumento della mortalità del 15%  tra il 2000 ed il 2002, e le morti per alcol adesso rappresentano il 6,3% di tutta la mortalità nella Regione. Prendendo in considerazione gli anni di vita persi dovuti alla mortalità prematura, nonché gli anni vissuti in condizioni di invalidità (DALY) il peso dell’alcol è persino più alto, rappresentando il 10,8% del peso di tutte le malattie della Regione.

 

18.        I maschi hanno una mortalità e danni alcolcorrelati molto più alti dalle femmine. I giovani ne sono particolarmente afflitti e nella fascia di età  15–30 anni, più di un terzo dei problemi di salute negli uomini e circa il 14% nelle femmine, sono dovuti a problemi alcolcorrelati. L’effetto nocivo dell’alcol sembra essere più pronunciato se intrecciato a situazioni di povertà e malnutrizione.

 

19.        I danni stimati di cui stiamo parlando non tengono conto dei danni sociali, tranne per la categoria delle ferite intenzionali, segnalate dalla ‘Classificazione Internazionale delle Malattie’(3).  L’alcol contribuisce ai problemi sociali in modo significativo, compresi numerosi reati, problemi familiari e lavorativi.

 

20.        C’è una certa differenza fra nord e sud nell’Europa occidentale, dove un dato aumento di consumo di alcol sembra essere associato ad omicidi, suicidi e ferite accidentali con più frequenza nel nord che nel sud. Questo aspetto è coerente con i sondaggi sulle modalità di consumo, dato che le occasioni di forte consumo concentrato nel tempo sono più frequenti nel nord piuttosto che nel sud. Si trovano differenze simili anche per alcune malattie croniche, come la cirrosi epatica, che suggeriscono che anche le modalità di consumo possono essere importanti nello sviluppo di queste malattie.

 

21.        La campagna contro l’alcol nell’ex Unione Sovietica, negli anni 1985-1988, ha fornito prove dirette che si può ridurre sostanzialmente la mortalità, non solo da incidenti, ma anche da malattie cardiache, cirrosi e malattie infettive, riducendo i consumi, e d’altronde ha confermato le modalità particolarmente deleterie del consumo di alcol nella maggior parte della zona orientale della nostra Regione.

 

22.        Negli ultimi decenni si è sviluppato un consistente volume di materiale scientifico, soprattutto sul tema della misura dell’impatto delle diverse strategie sulla prevenzione o riduzione dei problemi alcol-correlati. Le conclusioni generali per le politiche sull’alcol sono almeno due. La prima è che il livello di consumo di alcol nella popolazione è un fattore determinante di salute o di malattia. In qualunque società, i livelli di mortalità  e di patologie alcolcorrelate hanno la tendenza a salire e scendere secondo i livelli di consumo complessivi in tutta la popolazione.

 

23.        La seconda è che ci sono diversità sostanziali nelle modalità di consumo tra zone diverse dell’Europa, e queste differenze implicano il grado con il quale i livelli di patologie e di morte cambieranno con un dato cambiamento nella quantità consumata. Ciò implica che le politiche orientate alla salute pubblica possono variare da zona a zona.

  

(3) International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems, Tenth Revision,

Geneva, World Health Organisation, 2003

(http://www3.who.int/icd/vol1htm2003/fr- ied.htm,accessed 24 June 2005)   

 

 

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