|
Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento
|
|
Sito realizzato anche con il contributo di: |
La ricerca VALCAT F. Piani La ricerca VALCAT (Valutazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento) è nata dall’esigenza di valutare quali siano i risultati del trattamento nel lungo periodo, sia per quanto riguarda l’astinenza dall’alcol, sia il benessere della persona e della famiglia. Oltre a ciò si trattava di valutare la correttezza diagnostica secondo le più aggiornate classificazioni internazionali e di dare una valutazione prognostica rispetto agli elementi favorevoli e sfavorevoli del trattamento. Per questo, in accordo con il Comitato di coordinamento[1], sotto la guida di Pierluigi Morosini dell’Istituto Superiore di Sanità, per quanto riguarda il coordinamento scientifico, e di Francesco Piani e Lido Toniutti, per quanto riguarda il coordinamento organizzativo, sono stati messi a punto numerosi strumenti di indagine, alcuni noti in letteratura, altri originali, che hanno richiesto uno studio preliminare di riproducibilità. Oltre a ciò, è stato condotto uno studio parallelo su un campione rappresentativo di popolazione generale, al fine di valutare il confronto tra le famiglie degli alcolisti in trattamento ed un campione stratificato secondo gli stessi criteri del campione VALCAT. Di seguito viene illustrato un quadro generale, del tutto incompleto, dei risultati della ricerca.
Materiali e metodi Gli strumenti di indagine tengono conto delle aree di vita del soggetto e della famiglia, e quindi comprendono gli aspetti legati al consumo (attuale e pregresso), alle malattie organiche, alla situazione famigliare e lavorativa, ai sintomi psichici ed agli incidenti. Nella tabella seguente riportiamo la descrizione sinottica degli strumenti di indagine usati.
Strumenti di indagineModulo di base: - Dati anagrafici - Ricoveri/Trattamenti/Frequenza AA - Consumi - Malattie organiche e/o psichiatriche - Situazione famigliare - Situazione lavorativa - Sintomi psichici - Incidenti - Foglio finale/lista dei problemi
Questionario sui rapporti con il bere: - DSM, ICD10, AUDADIS (NIAAA)
Questionari autocompilati: - Stati d’animo e soddisfazione - Rapporti sociali e interessi - Condizioni di vita - Problemi dei familiari
Il Modulo di follow up ripete in buona parte il modulo di base.
La tabella che segue illustra la distribuzione per sesso, età e provenienza del campione, che alla fine dello studio è risultato essere di 798 soggetti.
Distribuzione per sesso ed età per area (Italia, 1992-1998)
La raccolta dei datiLa percentuale di rifiuti da parte delle famiglie nel voler partecipare alla ricerca era quasi dello 0%. Le famiglie erano ammesse allo studio dopo aver partecipato per due volte alla riunione dei Club degli alcolisti in trattamento (CAT); questo significa dopo due settimane di frequenza del Club.
Dati socio-demograficiIl campione di studio era formato da 627 (78.54%) uomini e 171 (21.46%) donne. Questa percentuale corrisponde approssimativamente alla percentuale di donne/uomini riportata in letteratura e sottoposta al trattamento per l’alcolismo. L’età media nel momento dell’ammissione è di 47 anni (range 20-75) per gli uomini e 48 anni (range 23-75) per le donne. L’età media è un po’ più avanzata rispetto a quella che ci si aspettava (di solito 45 anni sia per gli uomini sia per le donne).
Criteri diagnosticiAi fini diagnostici è stato creato uno strumento (Questionario sui rapporti con il bere) che comprende i criteri per la diagnosi di dipendenza e di abuso di alcol del DSM III R, dell’ICDX, del CAGE, oltre ad una parte dell’AUDADIS (Alcohol Use Disorders and Associated Disabilities Interview Schedule) del NIAAA. Seguendo il DSM III R, il 91.2% degli uomini rispondono ai criteri per la dipendenza da alcol, mentre secondo i criteri dell’ICDX l’86.1% e secondo i criteri del CAGE il 90.9%.Nello stesso modo, l’86.0% delle donne seguono i criteri del DSM III R, per la dipendenza da alcol, l’85.4% quelli dell’ICDX,e il’91.8% quelli del CAGE. Dall’analisi dei dati si possono trarre le seguenti conclusioni: 1. .La gran parte dei soggetti inseriti nello studio incontravano i criteri diagnostici per l’alcoldipendenza sia secondo il DSM III R sia l’ICDX (rispettivamente il 90.1% ed il 86.0%). 2. Il CAGE dimostra una maggior concordanza con il DSM III R (rispettivamente il 91.10% e 90.10% la percentuale di alcoldipendenti) che con l’ICDX (il 85.96% di alcoldipendenti). 3. Il CAGE, come del resto già dimostrato, possiede una buona sensibilità ma una minor specificità diagnostica, con il rischio quindi di falsi positivi.
Caratteristiche del campioneI consumi di alcolI dati dimostrano che le donne iniziano a bere in età più avanzata rispetto agli uomini: dopo i venti anni solo 46 uomini (7.57%) iniziarono a bere, contro le 38 donne (23.32%). Va sottolineato il fatto che 46 uomini (7.57%) e 6 donne (3.69%) iniziarono a bere prima dell’età dei 10 anni (M+F = 52 – 6.52%). Probabilmente questa situazione riflette le caratteristiche che sono proprie del consumo di alcol nel nord e centro Italia, dove esiste una lunga tradizione di uso di alcol. In molte famiglie italiane tradizionali, si usa prendere il vino durante il pranzo e la cena, e di sovente con gli amici al bar. Quasi metà (319, 51.37%) degli uomini iniziano a bere regolarmente tra i 16 ed i 20 anni e ancora circa metà delle donne (82; 49.70%) iniziano dopo i 20 anni. Quasi due terzi della popolazione assumeva la stessa quantità di alcol ogni giorno, senza differenze significative tra uomini e donne. Il 24% tra uomini e donne erano bevitori irregolari. In questa ricerca non eravamo molto interessati a definire con estrema esattezza la quantità di alcol assunta quotidianamente. Per questa ragione, e anche per facilitare la raccolta dei dati, abbiamo fatto riferimento alle standard drink (unità standard). Questo significa che dobbiamo considerare la stessa quantità di alcol (10-12 grammi) in un bicchiere di vino, in un bicchiere di birra, in un piccolo bicchiere di superalcolico o di liquore, e mezza unità nel cosiddetto ‘caffè corretto’ (caffè più una piccola quantità di superalcolico). Quasi l’80% del campione (M 71.45%, F 73.68%) non era mai stato sottoposto ad un precedente trattamento per problemi alcolcorrelati, mentre il 17.54% aveva seguito un solo trattamento e il 10.53% più di uno.
Come illustrato dalla tabella e dal grafico, i consumi, riferiti al mese precedente al trattamento, seguono una curva che vede il picco massimo per le femmine intorno ai 6-10 standard drink al giorno, mentre per i maschi è, come previsto, molto più alta, collocandosi a 21-25 standard drink al giorno. Da segnalare anche la presenza di soggetti con un’assunzione giornaliera fino a oltre 40 unità al dì. Ciò significa che quasi il 6% del campione maschile assumeva da 36 a 40 bicchieri di vino al dì (o bevande equivalenti), pari a circa 4 litri.
Per quanto riguarda le condizioni economiche, il campione dimostra un livello economico riferito come buono/senza particolari problemi nel 60.4%, mentre un altro 8.1% riferisce condizioni superiori alla media. Nell’insieme coloro che godono di un livello economico soddisfacente/buono sono 68.5%, contro un 20.8% che riferisce qualche problema di ordine finanziario, ed un 10.6% che riferisce gravi problemi. Non ci sono differenze significative tra maschi e femmine. Così pure per quanto riguarda le condizioni di lavoro, esse vengono riferite come buone/particolarmente buone nel 57.9% del campione mentre il 27.9% riferisce la presenza di qualche problema, il 6.5% di problemi severi, mentre solo il 7.5% del campione riferisce di non avere un impiego o di lavorare saltuariamente. Nel complesso quindi il campione del VALCAT si presenta con le seguenti caratteristiche: - E’ un campione di soggetti che risponde, nella quasi totalità, ai requisiti diagnostici per l’alcolismo. - I consumi medi nell’ultimo mese risultavano essere piuttosto elevati, con evidenti differenze tra maschi e femmine, nel senso che le femmine bevevano da metà a un terzo di meno dei maschi. - Le condizioni economiche e lavorative erano piuttosto buone, paragonabili a quelle della popolazione generale. Come ci si aspettava, la popolazione degli alcolisti è di fatto una popolazione di soggetti del tutto normali per caratteristiche socio-economiche e lavorative, con standard di vita non inferiori, nella media, a quelle dei non alcolisti. Ciò riflette anche il tipo di alcolismo presente in Italia, che colpisce la popolazione generale senza distinzioni di livello o classe economica e sociale. Da questa analisi si può concludere che al Club si rivolgono famiglie di ogni estrazione sociale. L’altro dato è che le condizioni psico-fisiche ed economico-sociali nelle quali gli alcolisti si rivolgono al Club sono in genere buone. Ciò vuol dire che il programma ha ormai un buon grado di ‘accettabilità’ e di ‘accessibilità’ per cui viene raggiunto e frequentato non solo dai casi più gravi e disperati.
L’uso di tabaccoTra le molte variabili, va citata quella relativa al fumo di tabacco. Come si vede dalla tabella seguente, i fumatori e gli ex fumatori ammontavano all’81.1% del campione, con alcune differenze tra sesso maschile e femminile. Coloro che fumano si collocano in buona parte tra i forti fumatori, con più di 15 sigarette al giorno. Come noto l’associazione alcol e fumo è estremamente dannosa, in particolare per le neoplasie delle vie respiratorie. E’ necessario predisporre, per questo, specifici programmi di trattamento per smettere di fumare, nella logica del Club come luogo drug free, piuttosto che come luogo di trattamento solo per l’alcolismo.
La valutazione dei risultati Riportiamo di seguito una prima analisi dei risultati per quanto riguarda il rapporto con l’alcol. Il campione è stato suddiviso in tre gruppi: 1. coloro che hanno risposto al trattamento, sia ai singoli follow up sia nel lungo periodo, e che quindi non hanno avuto alcuna ricaduta nel periodo considerato; | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||