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Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento
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L’Interclub Valentino Patussi Il Club degli alcolisti in trattamento, comunità multifamigliare che ha una sua propria evoluzione trasformandosi nel tempo in altre comunità multifamigliari, è un organismo autonomo radicato nella comunità locale che oltre a provvedere alla crescita ed alla maturazione dei propri membri, lavora in stretto rapporto con la comunità locale nella quale è inserito. Non è pertanto un’associazione in senso proprio né è proprietà di altre associazioni o di servizi pubblici e privati. Del resto la stessa dinamicità del processo che caratterizza il Club rende controproducente la sua assimilazione ad un ente con le sue regole burocratiche finalizzate alla conservazione della struttura. L’alcolista e la sua famiglia sono entrati nel Club per il cambiamento, non per mantenere la loro condizione o il proprio stile di vita. Questo cambiamento non appartiene ai tradizionali processi di cura e di guarigione di una malattia, ma al più ampio processo di autopromozione ed autoprotezione della salute, dinamica che non ha un inizio ed una fine, ma che, come tutti i processi vitali, si svolge nell’arco dell’esistenza di una persona e che viene trasmesso alle generazioni future sia attraverso il sistema familiare sia tramite i sistemi sociali e culturali nei quali la famiglia è inserita. Il Club degli alcolisti in trattamento si inserisce pertanto nelle forme attive di cittadinanza con lo scopo specifico della promozione e protezione della salute in relazione ai problemi alcolcorrelati e complessi ed alle diverse forme di disagio: spirituale, etico, economico, politico, culturale, sociale, religioso, psicologico, che possono avere con il consumo di alcol un qualche legame o causale o casuale. Il Club con le sue poche e semplici regole di funzionamento ha come suo scopo principale la crescita e maturazione dei membri cercando di contribuire al cambiamento della cultura sociale, sanitaria e generale. La continua evoluzione del Club, le sue divisioni periodiche non sono in contrasto con i legami di solidarietà ed amicizia tra i membri, questi possono essere mantenuti attraverso le riunioni periodiche tra i Club che vengono definite Interclub. La riunione periodica tra i Club può essere svolta a diversi livelli: 1. zonale: in questo caso è bene scegliere una zona che corrisponda ai bisogni di un numero limitato di Club: potrebbero essere tra tre e dieci e corrispondere alle dimensioni ideali per stabilire un legame associativo semplice, caratterizzato da comuni obiettivi di sensibilizzazione e partecipazione alle attività della comunità locale piuttosto che da regole statutarie, tipiche delle tradizionali associazioni culturali o sociali. 2. locale: questo può avere una dimensione più ampia e corrispondere al numero dei Club che costituiscono il Centro alcologico territoriale. In questo caso l’Interclub può rappresentare anche un momento assembleare del centro alcologico territoriale facendo il punto della situazione dei gruppi di lavoro ed arricchendo il lavoro alcologico territoriale con l’emozionalità e l’empatia che deve essere creata all’interno dell’Interclub 3. comunale: può corrispondere a quello zonale o locale od avere dimensioni più ampie, in funzione alla popolazione della città: in questo ambito potrebbe essere inserito anche un Interclub intercomunale per rispondere alale specifiche esigenze di un territorio più ampio, come può essere il caso che si voglia coinvolgere e sensibilizzare i servizi sociali e sanitari locali, che generalmente servono un insieme di comuni o il territorio di un’intera provincia. 4. provinciale: la provincia è un territorio che comprende più comuni e che ha alcune caratteristiche comuni radicate nella storia delle comunità locali. 5. regionale: il territorio diventa molto ampio e necessita pertanto una preparazione di tutti i Club che rischiano di non sentirsi coinvolti dall’evento; l’Interclub regionale funzionerà soltanto se il processo ha funzionato nei livelli precedenti 6. nazionale. è un modo semplice di fare sentire ai Club i legami di amicizia tra i cittadini di una stessa nazione, che speso vanno perduti per l’interesse di ciascuno di difendere il proprio territorio. 7. internazionale: lo sviluppo dei programmi sia in Europa che fuori dell’Europa consiglia di realizzare queste forme di scambio e di legame di amicizia tra le diverse nazioni, sottolineando soprattutto il valore della pace e della cooperazione. Anche in passato si sono realizzati Interclub di questo tipo, e più recentemente a Lignano si è avuto un Interclub al quale hanno partecipato persone provenienti da diversi paesi, dimostrando che la creazione di un’atmosfera emozionale supera facilmente i problemi della comunicazione tra lingue molto diverse E’ bene che questi Interclub non si sostituiscano alla normale vita del Club, ma devono rappresentare un’ulteriore occasione di crescita e maturazione; non devono essere troppo frequenti, soprattutto quelli che si riferiscono a territori molto ampi e che necessitano pertanto di complessi meccanismi organizzativi. E’ bene che si prevedano riunioni periodiche a frequenza semestrale o annuale tra i Club che condividono lo stesso programma alcologico territoriale. Per gli Interclub a dimensioni più ampie si deve organizzare una sola volta all’anno un Interclub che, oltre che agli aspetti informativi ed emozionali legati al funzionamento della comunità multifamiliare, rappresenti anche un’occasione di festa: non si deve dimenticare che la partecipazione ad Interclub, anche in luoghi lontani, rappresenta un importante stimolo per famiglie che erano state emarginate dalle comunità locali a causa dei problemi alcolcorrelati e complessi, e che avevano ridotto il numero dei legami sociali. E’ noto dalla letteratura professionale e scientifica che uno degli indicatori della sofferenza mentale è rappresentato dal numero di legami sociali che la famiglia ed i suoi membri stabiliscono con gli altri membri della comunità locale. Alcune famiglie avevano poi stabilito legami sociali solo in funzione del precedente stile di vita: l’alcolista riconosceva solo gli amici di bevute, la famiglia tendeva a rinchiudersi in sé stessa, spesso limitando le stesse relazioni con i parenti più stretti per il senso di vergogna che derivava dall’alcolismo. L’interclub rappresenta pertanto un’opportunità comportamentale ed emozionale per imparare un nuovo stile di vita, fatto di nuove amicizie. In questo senso si deve lavorare molto perché all’Interclub non partecipino solo i membri di Club, ma ci sia un’ampia partecipazione di amici, dei parenti, delle autorità locali, degli operatori professionali dei sevizi pubblici e privati. Vi è l’abitudine di invitare le autorità locali, e così può succedere che l’Interclub si trasformi in una riunione con una serie di relazioni frettolose di persone che non ascoltano l’emozionalità che viene dai membri dei Club. E’ bene che l’Interclub sia organizzato in modo tale che sia dato spazio prima alla comunità dopo che il servitore insegnante del Club che organizza o del gruppo di lavoro del Centro alcologico territoriale (che comunque deve essere servitore insegnante di Club), abbia fornito alcuni elementi informativi ed abbia introdotto il lavoro della giornata. Ci deve essere un conduttore dell’Interclub, altrimenti si assiste ad una grande confusione, durante la quale le persone si annoiano o si sentono disorientate. E’ inoltre importante che anche le autorità abbiano la percezione che il lavoro è organizzato in modo serio. Dal momento che l’Interclub, oltre che comunità multifamiliare, deve rappresentare anche un importante momento di sensibilizzazione della comunità locale, il miglior modo per fare questo è trasmettere i concetti in un’atmosfera emozionale che solo la comunità è in grado di garantire. Se anche le autorità riescono a partecipare a questa dimensione emozionale, è più facile che l’Interclub, anziché una forma di manipolazione sociale e politica, sia un’occasione importante di crescita e maturazione della comunità locale, come tante esperienze hanno già dimostrato. |
Dal 10/04/2008
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