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Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento
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Il ruolo delle Associazioni dei Club Fulvia Sevignani 1. L’ACAT è al servizio dei Club e deve promuovere la loro nascita e cercare di venire incontro alle loro difficoltà. L’ACAT rappresenta i Club di fronte all'ente pubblico ed alla comunità locale. 2. L’ACAT organizza la formazione delle famiglie dei Club e la prevenzione e promozione della salute nella comunità in cui opera, attraverso le Scuole alcologiche territoriali. Scuole alcologiche territoriali di 1° modulo, rivolte alle nuove famiglie che entrano nel Club: questi cicli di Sat possono essere condotti da operatori dei servizi o volontari che operano nei Club di zona (alcolisti o familiari) che, abbiano seguito un breve corso di formazione per le Sat (durata di un ciclo: 8-10 serate nell'arco di 8-10 settimane, per circa un'ora, un'ora e mezza). Scuole alcologiche territoriali di 2° modulo rivolte alle famiglie che partecipano già da tempo al Club: si raggruppano più Club e si tiene una serata o un sabato pomeriggio di aggiornamento su uno o più temi a scelta. L'incontro avrà un carattere festoso, possibilmente con rinfresco. Per l'aggiornamento si farà ricorso ad un servitore-insegnante della zona ed in mancanza di disponibilità, ad un servitore-insegnante esterno, purché aggiornato. Queste Scuole sono organizzate dall’ACAT in collaborazione con i servizi pubblici. Scuole alcologiche territoriali di 3° modulo coinvolgono tutte le categorie della comunità: sono organizzate dal servizio di alcologia e dall’ACAT che le propone, in stretta collaborazione. L’ACAT provvede a divulgare l'evento (attraverso il materiale propagandistico fornito dal servizio, quale manifesti e locandine), e contattando associazioni, medici ed autorità della località in cui si svolgeranno le Sat. L’ACAT si assumerà il compito di trovare anche la sede adatta per lo svolgimento del ciclo che durerà, secondo le possibilità, da una a (preferibilmente) due serate. Le Sat di 3° modulo vengono condotte da un servitore-insegnante che deve essere aggiornato. Sarà dunque l’ACAT ad informare ed invitare alcune famiglie dei Club. 3. Auto-mutua supervisione dei servitori-insegnanti: l’ACAT, nella persona del presidente, convoca periodicamente una riunione dei servitori-insegnanti (per lettera o fissando di volta in volta la data della seguente riunione), in generale una volta al mese. A queste riunioni sarà presente il presidente dell’ACAT che condurrà la discussione della quale sarà steso un verbale. In questi incontri si stabiliranno le eventuali sostituzioni di servitori-insegnanti, la moltiplicazione e la nascita di nuovi Club. 4. Riunione dei presidenti dei Club: il presidente dell’ACAT convoca a scadenze fisse la riunione dei presidenti dei Club, alla quale potranno presenziare anche altri membri dei Club. In queste riunioni si discute dell'organizzazione dell'Interclub zonale, delle Scuole alcologiche territoriali, di feste analcoliche, di problemi inerenti al Club, ma non delle famiglie del Club. Si discutono problemi di sede, di orari, di collaborazione per gli Interclub o feste, la partecipazione a Congressi, la necessità di un ciclo di Sat in questo o quel comune ecc. 5. La convocazione del direttivo dell’ACAT: spetta al presidente. Si discute sui problemi dell'Associazione, sul modo di realizzare iniziative, di reperire fondi, di organizzare l'Interclub zonale, di acquisto di materiale o altro, che deve essere sempre deciso in questo contesto dal Direttivo e mai da un singolo. Si deciderà sul finanziamento di viaggi, per Congressi o Interclub, sui contributi che provengono da enti pubblici o privati. Si approva il bilancio e si stabilisce il preventivo. 6. L’ACAT deve cercare di allacciare rapporti di collaborazione con le varie associazioni operanti sul territorio, di accogliere gli inviti a partecipare alle loro iniziative e, per quanto possibile, stimolare le famiglie e i servitori-insegnanti della zona a partecipare regolarmente alle diverse iniziative. 7. L’ACAT mantiene stretti contatti con l’APCAT, l'Associazione provinciale, informandola sulle manifestazioni ed iniziative programmate, nonché eventuali difficoltà che da sola non riesce ad affrontare o risolvere. Collabora e si fa promotrice, a sua volta, delle iniziative e dei programmi che provengono dall’APCAT, presso i Club di zona. 8. L’ACAT collabora anche all’organizzazione di Corsi di sensibilizzazione. Informa i Club, la comunità, persone ed associazioni che avessero interesse a frequentare il Corso di sensibilizzazione. 9. L’ACAT, con l'ausilio dei Club di zona, collabora per l'organizzazione dell'Interclub provinciale, o il Congresso regionale. 10. L’ACAT è autorizzata a chiedere contributi economici agli enti pubblici e privati della propria zona. Le somme a disposizione dell’ACAT devono essere utilizzate esclusivamente ai fini previsti dallo statuto, cioè per attività di prevenzione e promozione della salute (Scuole alcologiche territoriali, acquisto di materiale didattico, organizzazione di Interclub zonali, materiale per l'amministrazione, viaggi per Congressi o Interclub ecc). Il denaro nelle mani dell’ACAT è un bene di tutte le famiglie dei Club e non può né deve essere utilizzato a scopi che esulano dalla prevenzione e promozione della salute o da altre iniziative che non vanno a vantaggio dei Club o della comunità. L’ACAT non deve mai diventare un centro di potere! |
Dal 10/04/2008
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