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I programmi per i problemi alcolcorrelati

prima della nascita dei Club degli alcolisti in trattamento in Croazia

 Esperienze di Hudolin nel lavoro con i problemi alcolcorrelati prima della nascita dei Club degli alcolisti in trattamento in Croazia

 Vladimir Hudolin

     I metodi per la lotta contro i problemi alcolcorrelati hanno accompagnato il progresso tecnologico e sociale (e ad esso si sono dovuti adattare). Le abitudini e i riti a cui è legato il bere rendono questo problema parte integrante della nostra cultura. Nonostante i numerosi cambiamenti tecnologici a cui è soggetta la nostra vita, e di conseguenza il nuovo modo di considerare i problemi alcolcorrelati, l’abitudine di bere, in stretta relazione con la vita sociale, viene difficilmente abbandonata. Un tempo, quando il progresso tecnologico era ancora relativamente lento, l’uomo aveva il tempo necessario per adattarsi. Oggi, invece, diventa quasi impossibile adattarsi ai rapidi e profondi cambiamenti che lo sviluppo, sia tecnologico sia sociale, comporta nell’ambito di una sola generazione, senza particolari interventi e supporti.

 

La lotta contro i problemi alcolcorrelati prima e durante la Prima Guerra Mondiale

La lotta all’alcolismo in Croazia, cioè come si diceva un tempo la lotta contro l’ubriachezza e l’alcolismo, ispirata all’ideale dell’astinenza, nasce abbastanza presto, parallelamente ad analoghi movimenti già attivi nel resto del mondo. Vengono fondate organizzazioni di astinenti, come ad esempio l’Organizzazione Internazionale dei Buoni Templari (IOGT), e inoltre diversi gruppi di astemi, per adulti, giovani, o divisi in base alle singole professioni. Al progetto collaborano anche alcuni medici. Particolarmente sensibile a tale problema è Andrija Štampar, in seguito presidente della prima Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, fondata subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale aveva pubblicato le Letture popolari sull’alcol (Narodna citanka o alkoholu), che per un lungo periodo sono state usate per i programmi di prevenzione primaria. La maggior parte degli articoli fu pubblicata su riviste di carattere sociale, culturale e popolare. E solo una parte relativamente esigua di questi si poteva leggere su riviste di medicina.

La prevenzione dei problemi alcolcorrelati nel periodo tra le due Guerre Mondiali

Nel periodo immediatamente precedente la Prima Guerra Mondiale, come anche quello compreso tra le due Guerre, erano stati pubblicati molti articoli sul problema: se si debba o meno lottare in favore dell’astinenza o del bere moderato. Temi ricorrenti erano pure la legislazione e la prescrizione, il ruolo dei medici, degli insegnanti e della polizia. Si organizzavano, inoltre, mostre dedicate all’astinenza. Il problema compariva anche nelle pagine di letteratura medica, anche se i temi trattati erano principalmente i quadri clinici, i casi di medicina giudiziaria, nonché l’influenza dell’alcol sul lavoro e sulle capacità lavorative.

Nel periodo tra le due Guerre appare anche il primo tentativo di curare l’alcolismo. Così a Zagabria si creano il Consultorio per l’alcolismo e il Dispensario. I pazienti vengono curati negli ospedali psichiatrici e nei reparti di psichiatria, nonché nei reparti per la cura dei disturbi organici, dove essi comunque sarebbero stati curati anche se non si fosse trattato di alcolismo. Il trattamento dei problemi alcolcorrelati era strettamente legato all’approccio moralistico che predominava in quell’epoca. Non esistevano, infatti, particolari programmi per la prevenzione e la cura dell’alcolismo o per altri problemi alcolcorrelati. Nel 1935 appaiono i primi Alcolisti Anonimi, che in Croazia però non hanno considerevole influenza sul lavoro con gli alcolisti.

I problemi alcolcorrelati in Croazia durante la Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale si riduce notevolmente il numero delle pubblicazioni sul problema dell’alcolismo, come si evince dalla bibliografia jugoslava sull’alcolismo, pubblicata in quattro volumi, che raccoglie i testi editi sull’alcolismo e sul tema dell’alcol dal 1875 al 1976. L’esempio della Seconda Guerra Mondiale mostra quanto sia difficile la tutela e lo sviluppo della salute pubblica, e soprattutto della salute mentale, in circostanze particolarmente gravi come quelle. La guerra porta a un peggioramento della situazione nel campo dei problemi alcolcorrelati. Dove non c’è pace, non è possibile neppure una maggiore qualità di vita, ossia manca il benessere psico-fisico-sociale (secondo la definizione della salute data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità). La dottrina della pace e la lotta contro la guerra dovrebbero far parte di tutti i programmi di tutela e di sviluppo della salute.

I problemi alcolcorrelati in Croazia dopo la Seconda Guerra Mondiale

 Vi. Hudolin, N. Lazić, Lj. Ulemek

 Dopo la Seconda Guerra Mondiale si cerca di ripristinare, in primo luogo, l’attività nel campo della lotta contro i problemi alcolcorrelati. Tuttavia ciò comporta delle difficoltà dal momento che, da una parte si cerca di prevenire i problemi alcolcorrelati, e dall’altra il comportamento del bere viene tutelato in quanto componente della cultura sanitaria e del costume generale.

Si continuano a curare gli alcolisti negli ospedali psichiatrici (nei reparti di medicina interna), però, nonostante ciò, manca ancora una terapia vera e propria per la cura dell’alcolismo, ossia il rapporto individuo-famiglia-alcol. Contemporaneamente cresce la mole di testi di medicina specializzata che illustrano sempre di più i metodi di cura e di lotta ai problemi alcolcorrelati.

Dal 1954, l’organizzazione della Croce Rossa cerca di riempire il vuoto che si è formato nel campo della lotta ai problemi alcolcorrelati. Viene fondata, infatti, la Commissione per la lotta contro l’alcolismo, il cui presidente per diversi anni sarà Hudolin.

La Croce Rossa istituisce presso i consigli comunali diverse Commissioni per la lotta contro l’alcolismo il cui lavoro sarà orientato alla prevenzione. Nell’ambito di alcune commissioni si creano anche dispensari per l’alcolismo, basati sul volontariato.

I medici generici svolgono un ruolo importante in questo campo. In Croazia, infatti, si introduce l’indirizzo di medicina generica, nel cui ambito Hudolin tiene il Corso di specializzazione in psichiatria sociale, sull’alcolismo e sulle altre dipendenze. Un gran numero di medici generici segue il Corso intensivo di specializzazione sull’alcolismo, ed in un secondo tempo partecipa al lavoro dei consigli comunali della Croce Rossa e delle Commissioni per la lotta contro l’alcolismo, come pure alle attività dei Club degli alcolisti in trattamento.

In questo periodo si presenta la necessità di conferire all’alcolismo lo status di malattia. In Croazia contribuisce a tale progetto non solo l’attività della Croce Rossa ma anche lo sviluppo della psichiatria sociale. Hudolin, oltre a partecipare alla fondazione dell’Organizzazione Mondiale di Psichiatria Sociale, di cui in seguito sarà presidente per diversi anni, a Dubrovnik fonda l’Organizzazione Mediterranea di Psichiatria Sociale. Entrambe le organizzazioni sono attive ancora oggi, e attribuiscono grande importanza ai problemi alcolcorrelati.

Dal 1963, nel Reparto di neurologia, psichiatria e alcologia dell’ospedale ‘Dr. Mladen Stojanović’, in quella che è l’odierna Clinica delle ‘Sorelle della Carità’), Hudolin e i suoi collaboratori organizzano annualmente seminari internazionali, ai quali partecipa un gran numero di esperti provenienti da tutto il mondo. Tali conferenze, come pure l’apertura del Centro per lo studio e la lotta all’alcolismo (1964) e l’istituzione della Scuola alcologica di Zagabria, hanno contribuito in maniera decisiva per far sì che l’alcolismo sia riconosciuto come malattia, cosa di fondamentale importanza per la terapia degli alcolisti. Accettare l’alcolismo quale malattia rappresentava a quel tempo un grande passo in avanti, perché permetteva all’alcolista di presentarsi ufficialmente in pubblico e godere di tutti i vantaggi di cui godevano gli altri pazienti. Oggi gli alcolisti godono dell’assicurazione medica e di quella sociale, hanno diritto alle cure ospedaliere e all’invalidità. Tuttavia tale approccio, così importante a quell’epoca, nello sviluppo successivo dell’alcologia fu causa, e lo è ancor oggi, di serie difficoltà, perché caratterizzato da un’eccessiva medicalizzazione e psichiatrizzazione del trattamento dei problemi alcolcorrelati.

Negli anni Sessanta, ovvero prima dell’istituzione dei CAT, era attiva l’organizzazione Preporod (Rinascita), destinata esclusivamente agli alcolisti in cura presso diverse istituzioni psichiatriche, ma che di fatto si occupava essenzialmente della prevenzione dell’alcolismo, un’attività a cui tuttavia non prendevano parte i famigliari del paziente. In quel periodo la cura degli alcolisti era demandata alle istituzioni psichiatriche, per lo più a fronte della gravità dei disturbi psichici dei pazienti, o ai reparti di medicina interna, per via delle loro serie condizioni di salute. Prima di Hudolin la terapia prevedeva di norma l’astinenza temporanea dall’alcol e la cura delle patologie collaterali. In seguito, nel migliore dei casi, all’alcolista veniva raccomandata l’astinenza, che però in genere durava ben poco.

Hudolin riteneva tutto questo insoddisfacente, ed era naturale che cercasse un sistema di trattamento più appropriato.

Il Reparto di Neuropsichiatria del Policlinico ‘M. Stojanović’ (oggi ‘Sorelle della Carità’) di Zagabria ha avuto in cura molte persone afflitte da patologie alcolcorrelate, ma la loro recidività e i loro reiterati ricoveri erano indizio della scarsa efficacia del trattamento praticato.

Quindi, dal Reparto e dall’Ambulatorio alcologico i pazienti venivano spesso indirizzati all’organizzazione Preporod, ma poiché molti di loro si dicevano insoddisfatti di questa esperienza, Hudolin inviò in questa organizzazione due dei suoi collaboratori: il Vasko Muacević (psichiatra) e l’assistente sociale Ljuba Ulemek, che organizzarono incontri settimanali con i pazienti, trasformandoli in soggetti attivi e partecipi del processo terapeutico. Incontrarono forti resistenze, ma la continuità del lavoro condotto in questa organizzazione portò infine al suo inserimento nella rete dei CAT (1965).

 

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