|
Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento
|
|
Sito realizzato anche con il contributo di: |
I programmi di formazione in Italia dal 1979L. Colusso
La formazione ha giocato un ruolo determinante per la diffusione dei Club in Italia e per la definizione dell’approccio ecologico sociale (cioè la sua epistemologia). Hudolin ebbe sempre chiaro l’aspetto strategico della formazione, attribuendo ad essa un valore non solo fondamentale e preliminare, ma anche del tutto peculiare. Egli infatti identificò la sensibilizzazione come primo essenziale avvio per il processo di cambiamento della cultura sanitaria e sociale italiana. Ha così impresso alla formazione obiettivi, contenuti e forma decisamente innovativi. E’ importante che coloro che si accostano ai programmi ecologico-sociali si rendano conto di dover compiere una ‘rivoluzione copernicana’, e di doversi muovere con criteri completamente diversi da quelli tradizionali, e questo avviene prima di tutto attraverso il Corso di sensibilizzazione. Infatti, il primo Corso di sensibilizzazione, nel Dicembre 1979, ebbe l’effetto di una bomba; ma, dopo il disorientamento iniziale, dette inizio al cambiamento e ai programmi italiani. Da là quindi, iniziarono nuove esperienze, conoscenze, formazione sul campo. Da quel momento iniziò il cosiddetto learning and doing, imparare facendo, ma anche l’avvio di una formazione complessa, a passo apparentemente lento, perché deve assimilare con il tempo anche valori etici, spirituali, ed essere trasversale rispetto a tutti coloro che, a qualsiasi titolo, sono impegnati nei Club e nelle altre attività del sistema ecologico sociale. Il Corso di sensibilizzazione nel Veneto, nel Giugno 1982 a Treviso, fu il primo ad essere organizzato fuori dalla regione Friuli-Venezia Giulia. Il Corso nazionale del 1985 a Roma, all’Università Cattolica, segnò il momento di svolta, con molti partecipanti di allora che sono divenuti punti di riferimento tuttora importanti per i programmi. Credo, infatti, che sia stata raggiunta allora, mettendo in rete tutte le risorse, la dimensione critica di una comunità scientifica capace di produrre ed assimilare attivamente una nuova cultura. Questo risultato, caratterizzato dalla cultura, l’esperienza e le capacità strategiche di Hudolin, ha permesso di offrire mano a mano risorse formative sempre più importanti, anche al di fuori dei Corsi di sensibilizzazione e di altre iniziative di formazione, come furono, per esempio, le ‘settimane aperte’ degli ospedali in Friuli-Venezia Giulia, nel 1981-’82. Sono nati così vari corsi e seminari, con obiettivi formativi, magari per qualche ambito specifico (l’approccio famigliare, i problemi psichici, l’alcolismo femminile ecc.), sempre con la strategia originale dell’elaborazione collettiva, con la contemporanea collaborazione delle famiglie in trattamento. Per questa formazione sono stati utilizzati corsi brevi monotematici e anche Corsi di sensibilizzazione a tema, il primo dei quali si tenne a Collegno (Torino) nel 1992, sulla sofferenza psichica. Molto presto si era avvertita l’esigenza di rivedere la prima formazione ricevuta nei Corsi di sensibilizzazione, di rinsaldarla, ed iniziare l’approfondimento formativo per un numero consistente di membri del sistema. Sicuramente Hudolin aveva anche previsto che i fruitori di un programma formativo più approfondito avrebbero potuto divenire a loro volta fonti formative per la propria comunità, oltre a garantire una operatività di livello più elevato all’interno dei programmi. Con questi scopi è nata la Scuola nazionale di perfezionamento in alcologia (la cosiddetta Scuola delle 300 ore), per la prima volta in Italia a Udine e Trieste nel 1987-’88, seguita poi da Trento, Treviso e via via negli anni successivi in altre regioni (Lombardia, Piemonte, Toscana). Articolata dall’inizio fino ad oggi in 150 ore (tre settimane distribuite nel corso dell’anno) di lavoro collegiale dei corsisti, insieme a vari docenti, e 150 ore di tirocinio e di esperienze altrove che nel proprio luogo abituale di lavoro, e concluse da una tesi finale. Torino ed Arezzo hanno offerto per questo programma una notevole continuità. In particolare Arezzo si è posta come riferimento di Scuola nazionale di formazione, grazie anche alla sua collocazione geografica abbastanza centrale. La convergenza in una, o comunque poche Scuole delle 300 ore, ha facilitato la conoscenza, lo scambio e l’affiatamento tra membri del sistema assai lontani tra loro in quanto a comunità locale di appartenenza, con un felice intreccio di esperienze. Sono molto utili, anche dal punto di vista della formazione, gli incontri annuali che si tengono a Monselice (Padova), dove si approfondisce la discussione sull’approccio ecologico sociale. Altri strumenti importanti sono la Raccolta bibliografica della letteratura scientifica nel sistema ecologico sociale, come stimolo e facilitazione per lo studio e la ricerca, e la pubblicazione Alcolismi e Comunità, in particolare il numero speciale dedicato ai programmi di formazione in alcologia. Nel processo di evoluzione e di crescita dei programmi di formazione, è importante sottolineare la necessità di mantenere centrale la regolare presenza settimanale nel Club, come opportunità di formazione sostanziale, irrinunciabile e comune per tutti noi. |
Dal 10/04/2008
|
______________________________________________________Ó Copyright Aicat. All Rights Reserved. Email: info@aicat.netWorld Association of the Clubs of Alcoholics in Treatment - Email: wacat@aicat.net Segreteria Aicat: segreteriaaicat@alice.it Responsabile redazione: Guido Guidoni - Email: seagulls4@aliceposta.it Webmaster & Webdesigner: Marco VariaraAggiornato il 07-05-08______________________________________________________ |