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ALCOL E LAVORO

Da: Waves dicembre 2003

Rivista aziendale della Compagnia di armamento Herning Shipping in Danimarca.

Libera traduzione di Ennio Palmesino

 L’alcol è bandito a bordo delle navi di proprietà

 La Herning Shipping, grazie anche ai suoi 40 anni di tradizione, anche quest’anno è stata insignita di alcuni prestigiosi riconoscimenti, di cui uno sul tema del rispetto ambientale, di particolare valore se si considera che l’azienda trasporta soprattutto prodotti chimici ad alto impatto.

 L’azienda fra le altre cose ha messo in pratica una politica assai stringente sul consumo di alcol a bordo delle sue navi, e questa politica continua, a maggior ragione, anche in occasione delle feste di fine anno.

 A Natale è tradizione che i nostri clienti regalino prodotti alcolici, soprattutto vino, ma noi non permettiamo questo tipo di regali a bordo delle navi, che sono navi “asciutte” sotto questo aspetto, e non facciamo eccezioni nemmeno durante il Natale. Ci sono ottime ragioni per questa scelta.

 Sobrietà in mare

 Da più di 12 anni siamo diventati sostenitori della sobrietà in mare, secondo il nostro credo, è l’unica strada da seguire. Il Manager della sezione equipaggi, Klaus Vikkelso, sostiene che sia i cliente esterni, che i collaboratori, che anche gli equipaggi stessi, comprendono bene le considerazioni che stanno dietro al bando totale da noi richiesto sulle bevande alcoliche.

Nei primi anni ’90 molti luoghi di lavoro in Danimarca hanno iniziato ad applicare politiche sull’alcol. L’attenzione fu posta sul fatto che alcol e lavoro sono, come minimo, un pessimo mix, o addirittura sono incompatibili, ma l’attenzione su questo problema non era poi così alta per la gente che lavorava in mare. La tradizione era anzi piuttosto rilassata, una birra durante il turno di lavoro era cosa normale.  In quegli anni noi abbiamo invece ritenuto che fosse venuto il momento di tracciare una linea di demarcazione anche per gli equipaggi in mare. Il nostro approccio è stato che anzi, proprio gli equipaggi che lavorano sulle navi, a causa della grande responsabilità che si assumono, per l’ambiente, per la sicurezza della vita umana in mare, per i risvolti finanziari spesso ingenti, devono guardare alla sobrietà come un comportamento ineludibile.

 

Per questa ragione abbiamo stabilito, in collaborazione con il nostro staff, una politica più stringente sull’alcol a bordo delle navi della compagnia.

 

Regole più strette sono state introdotte

 Le regole precedenti sono state progressivamente rimpiazzate da nuove regole, fino ad arrivare al bando totale delle bevande alcoliche a bordo delle navi. Noi ci aspettiamo che tutto il nostro staff sia motivato a lavorare in completa sobrietà, e non solo a bordo. Il fatto che gli equipaggi siano impegnati a bordo per turni di uno o due mesi, non deve diventare una scusa perché essi debbano godere di condizioni più permissive. L’alcol e le altre sostanze psicoattive sono strettamente proibite. Il bando si applica dal momento in cui il navigante inizia il suo viaggio, fino a che scende dalla nave per la fine del suo turno. Quello che poi gli equipaggi fanno a casa loro non ci riguarda, ma quando sono di turno, vogliamo che siano persone responsabili, e questo in generale deve valere per tutto lo staff, sia che lavori in mare o a terra.

Klaus Vikkelso sottolinea l’importanza di queste nuove regole. Ogni membro dello staff viene informato delle “Regole su Droghe ed Alcol” e conferma per iscritto l’osservanza a queste regole finchè è di turno. In caso di inadempienza, la sanzione è l’immediato licenziamento (*), e come immaginabile, è già successo che alcuni dipendenti siano stati licenziati per questo tipo di inadempienza.. Questo non vuol dire che noi non riteniamo gli equipaggi in grado di decidere per sé stessi, vuol dire che noi abbiamo ritenuto di imporre il bando per ragioni oggettive di sicurezza.

(*) N.D.R. La regola più generale usata oggi in campo marittimo è la “Clausola Exxon per Droghe ed Alcol” adottata da quasi tutte le Compagnie di armamento e Compagnie petrolifere, che fu introdotta nel 1989, dopo l’inquinamento dalla “Exxon Valdez” a causa del comandante ubriaco. Essa non prevede il bando totale dell’alcol a bordo, ma prevede controlli a sorpresa, e nel caso in cui il navigante sotto turno viene trovato con un tasso alcolico superiore ai 0,4 gr/L., è previsto il licenziamento.

 

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