Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento

 

Metodologia

Formazione

Banca Dati Nazionale

Associazioni Regionali

Associazioni Locali

Chi Siamo

Links

 

Home

 

Vladimir Hudolin

 

Raccolta Bibliografica

 

Documenti

Aicat

Oms

Internazionali

Italiani

WACAT

 

Sito realizzato anche

con il contributo di:

 

Etica[1]

Vladimir Hudolin

Con l’espansione dei programmi per i problemi alcolcorrelati e complessi, soprattutto dei Club degli alcolisti in trattamento, sarà necessario prestare più attenzione all'etica del lavoro e alla spiritualità antropologica. Già all'inizio delle attività dei Club si aveva attenzione per l'etica, che veniva sostanzialmente accettata nel senso tradizionale e individuale, secondo il modello dell'etica medica.

Si cercava di proteggere le famiglie cercando di prevenire che le confidenze individuali o di gruppo potessero essere conosciute fuori del Club. Oggi che il numero dei Club è aumentato ed è fitta la trama degli incontri, la responsabilità etica non può restare confinata all'individuo, alla singola famiglia ed al Club, ma si estende alla società, in particolare alla comunità locale. Ultimamente anche la letteratura professionale si esprime più spesso in questo senso.

Nel lavoro di Club ci sono molte richieste per un'etica di lavoro: basta ricordare la raccomandazione di non ricevere visite di estranei durante le riunioni settimanali di Club, e la libertà dei membri di non esser presenti se non lo desiderano (nel caso che le visite si svolgano comunque) e di non parlare dei propri problemi fuori dal Club. La decisione di non accettare il tirocinio ha lo stesso significato.

Nella protezione e promozione della salute si usava sempre il concetto etico medico. Secondo M.I. Roemer (1982), "per secoli i codici dell'etica medica si sono concentrati sul corretto comportamento verso il singolo paziente, ignorando quasi le responsabilità dei medici nei confronti della società. Le riforme dei servizi sanitari sono venute soprattutto da uomini di legge e da gruppi di cittadini, ed i governi hanno applicato varie strategie per indurre i medici a comportamenti socialmente responsabili. Pressioni esterne di questo tipo non servirebbero se fosse seguito un codice dell'etica medica orientato alle questioni sociali, e l'educazione medica fosse completamente rifondata, al fine di portare l'attenzione ai problemi di salute della comunità, e alle politiche necessarie per affrontarle".

Sono stati proposti vari modelli di approccio etico, adattati alla situazione attuale. Uno di questi modelli, esposti da M.I. Roemer (1982), recita: 

“Farò qualunque cosa mi sia possibile per aiutare il paziente e l'intera comunità a prevenire la malattia e il danno, e mantenere un buono stato di salute.

Rispetterò la dignità di tutte le persone, servendole in conformità ai loro bisogni di salute, indipendentemente dal loro status sociale e dagli eventuali guadagni economici implicati.

Prendendo conoscenza dei maggiori problemi di salute dei poveri, darò un contributo significativo per rispondere ai loro bisogni.

Consapevole che i costi dell'assistenza sanitaria sono sopportati dalla gente, non farò nulla che sprechi le risorse o sia dannoso.

Indipendentemente dall'attrazione che possono esercitare alcune località, servirò la gente dove vive e lavora, ovunque le mie competenze siano maggiormente necessarie.

Coopererò con le autorità pubbliche per lo sviluppo di una legislazione sanitaria che rifletta le democratiche decisioni della gente.

Mi sforzerò il più possibile per mantenermi bene informato sui programmi della conoscenza medica.

In quanto cittadino socialmente consapevole, darò l'allarme sui danni alla salute prodotti dall'ambiente, e mi unirò ad altri per eliminare questi pericoli, farò tutto il possibile per migliorare il benessere di tutti i cittadini.”

 Qui non si tratta di accettare un modello, ma di mostrare che molti, anche nella letteratura professionale, sentono la necessità di cambiamento. L'etica dell'approccio deve adattarsi al cambiamento del sistema della protezione e promozione della salute, cercando un rapporto adeguato con la coscienza ecologica.

L'etica nell'alcologia non può avere corso a prescindere da un'etica sanitaria e sociale, e deve essere adattata ai cambiamenti avvenuti nella protezione e promozione della salute.

Protezione e promozione della salute spesso sono di competenza dei servizi sanitari di primo livello, in cui hanno un posto importante gli operatori professionali e volontari non professionali. Nelle pubblicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità l'approccio del sistema sanitario di primo livello viene ampiamente descritto, come si vede dalle seguenti citazioni: 

“Il sistema di assistenza primaria alla salute è un approccio pratico, finalizzato a rendere universalmente accessibile agli individui e alle famiglie della comunità l'assistenza essenziale alla salute, in modo che sia facilmente accessibile ed accolta da loro con piena partecipazione. Questo approccio si è evoluto nel corso degli anni, in parte alla luce dell'esperienza positiva e negativa guadagnata nei servizi sanitari di base in numerosi paesi. Ma ciò significa molto più di una mera estensione dei servizi sanitari di base. Esso comprende aspetti inerenti il sociale e lo sviluppo, e se propriamente applicato, influenzerà il modo in cui funziona il resto del sistema sanitario”. (Primary health care, a joint report by the Director General of WHO and the Executive Director of Unicef, 1978)

 

“Il sistema di assistenza primaria della salute è la chiave per raggiungere un accettabile livello di salute in tutto il mondo per il prossimo futuro come parte dello sviluppo sociale e nello spirito della giustizia sociale. Esso è ugualmente valido per tutti i paesi, dai più ai meno sviluppati, sebbene le modalità che assume siano diverse in relazione ai diversi modelli politici, economici, sociali e culturali. In particolare per i paesi in via di sviluppo è una necessità cruciale.”

 

“Un accettabile livello di salute per tutte le persone del mondo entro il 2000 può essere ottenuto tramite un uso più pieno ed efficace delle risorse mondiali, di cui oggi si spende una parte considerevole per gli armamenti e nei conflitti militari. Una genuina politica di indipendenza, pace e disarmo potrebbe e dovrebbe liberare risorse aggiuntive, che si potrebbero devolvere a scopi pacifici, in particolare all'accelerazione dello sviluppo sociale ed economico. il sistema di assistenza primaria ne è parte essenziale e dovrebbe ricevere la propria parte.” 

L'impegno attivo della famiglia e della comunità locale ha una importanza speciale nella protezione e promozione della salute. 

“Se la salute non inizia con l'individuo, la casa, la famiglia, il luogo di lavoro e la scuola non sarà mai raggiunto l'obiettivo della salute per tutti entro l'anno 2000. Anche se prendiamo l'esempio dei paesi industrializzati, l'auto-cura, l'auto-responsabilità, l'auto-gestione dell'individuo, della famiglia e della comunità rappresentano il 50-60% di tutte le cure. Sfortunatamente, i professionisti della salute raramente amano dare fiducia alla gente ad un livello tale per poter acquisire potere sulle proprie decisioni che riguardano la loro stessa salute” (H. Mahler in Levin L.S., ‘Selfcare in health: potentials and pitfalls’, in World Health Forum, (2) 177-184, 1982). 

Gli operatori della salute non sono professionisti sanitari ma persone particolarmente preparate per il loro impegno nella protezione e promozione della salute. Nell'ambito dell'approccio ecologico ai problemi alcolcorrelati gli operatori volontari non professionali volontari sono la grande maggioranza. 

“Gli operatori di salute della comunità non sono medici, medici scalzi o altro. Essi sono addestrati per compiti per i quali i medici non sono sufficientemente preparati” (B.J. Coayaji, 1982). 

Simultaneamente con l'attività dei servizi e delle istituzioni professionali bisogna introdurre i concetti di autoaiuto e di autoprotezione. 

“Sulla base dei sistemi di sorveglianza nazionali, Dunnell e Cartwright e Elliot-Binns hanno stimato che a Londra il 75-80% delle cure dei sintomi erano autogestite. Nel 1977, Bradshaw ha stimato che 1'80-85% di tutte le malattie in Inghilterra sono gestite senza che siano consultati i medici. Una recente indagine negli Stati Uniti ha indicato che quasi la metà di tutte le condizioni acute è trattata senza consultare il medico. Un'altra ricerca non ha trovato differenze nei risultati tra l'autocura e la cura professionale per le malattie minori” (S.R. Moore et al., 1980). 

A giudicare questi estratti di pubblicazioni dell'O.M.S., l'approccio alla salute e alla sua protezione dovrebbe incidere fortemente sull'etica del lavoro nei sistemi che definiscono la salute come un benessere psico-fisico-sociale; soprattutto quando si intende per salute non solo la protezione della salute individuale, ma prima di tutto la sua protezione nella famiglia, nella comunità e nella società intera.

 

L’etica nel pensiero di Vladimir Hudolin

Giuseppe Corlito

         L’etica è esattamente il tema da cui è partito Hudolin nella riflessione sulla cosiddetta spiritualità antropologica ed abbiamo appena visto che ‘gli atteggiamenti etici’ sono parte integrante della definizione di kultur. Si tratta di un nodo centrale del dibattito culturale attuale. Mentre lo sviluppo tecnico-scientifico – soprattutto con le bio-tecnologie – sembra mettere definitivamente in crisi i tradizionali fondamenti religiosi ed umanistici dei principi etici[2], la cultura dominante, quella post-moderna, sembra sostituire ad essi l’estetica, anzi ‘il bello’ acquista una sua sacralità, diventa un sostituto della religione. Uno degli autori contemporanei più noti, Milan Kundera, parla della bellezza di New York come ‘il bello per errore’[3], escludendo ogni progettualità nella produzione artistica. Tutto questo è interno ai processi di ‘americanizzazione’, alla adesione acritica all’american way of life, che sta travolgendo tutte le culture antiche o moderne del pianeta attraverso la cosiddetta ‘globalizzazione’ del mercato e dell’economia[4]. Oggi la riflessione sull’etica sembra essere appannaggio delle professioni mediche e limitrofe, che stanno su un difficile terreno di frontiera. In questo senso il lavoro dei Club di definire un nuovo codice etico rappresenta un valido tentativo controcorrente, di far uscire questi temi dal recinto ‘sacro’ degli esperti per diventare patrimonio di tutti, soprattutto dei meno fortunati, degli ultimi, dei dannati della terra, che finalmente nella nostra utopia vivente possono prendere il loro destino nelle mani.


[1] Tratto da Vl. Hudolin, Sofferenza multidimensionale della famiglia, Padova, Eurocare, 1995.

[2] J. Monod, op. cit., 1989, pp. 35-39.

[3] M. Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, Adelphi, Milano, 1985 p.107: dal ‘Piccolo dizionario di parole fraintese (continuazione)’, Cap. 5, parte terza: LA BELLEZZA DI NEW YORK: ‘Fanz disse: In Europa la bellezza è sempre stata premeditata. C’è sempre stata un’intenzione estetica e un progetto a lungo termine;…..La bellezza di New York…E’ una bellezza inintenzionale…Sabina disse:’….Si potrebbe anche dire: la bellezza per errore’.

[4] Subcomandante Marcos, La quarta guerra mondiale è cominciata, Il Manifesto, Roma, 1997, p. 18: ‘questa globalizzazione va accompagnata con un modello generale di pensiero. ….tra tante novità, il modello ideologico che accompagna il neoliberismo nella sua conquista del pianeta ha molto di vecchio…L’american way of life….’. Marcos è uno degli esponenti del movimento di liberazione del Chiapas in Messico.

 

Ricerche

 

Congressi

Assisi

 

Altre iniziative

 

Alcol e Salute

 

News dall'Italia

News dall'Estero

 

English

 

 

AICATBLOG

 

 

 

Rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici

 

 

 5 per mille

 

Dal 10/04/2008

Hit Counter

______________________________________________________
 
Ó Copyright Aicat. All Rights Reserved. Email:  info@aicat.net

World Association of the Clubs of Alcoholics in Treatment - Email: wacat@aicat.net

Segreteria Aicat: segreteriaaicat@alice.it

Responsabile redazione: Guido Guidoni - Email:  seagulls4@aliceposta.it

Webmaster & Webdesigner: Marco Variara
Aggiornato il 07-05-08

______________________________________________________