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Conferenza ministeriale europea dell’OMS
Stoccolma 19 febbraio 2001
Direttore Generale per l’Europa dell’OMS
Dr. Marc Danzon

Il tema di questa Conferenza è particolarmente importante perché mette l’accento su una complicità micidiale: quella della società con il consumo dell’alcol.

Perché l’opinione pubblica così pronta ad infiammarsi, spesso a ragione, talvolta esageratamente, contro tutti gli attentati alla salute, si inquieta così poco quando settimana dopo settimana decine di migliaia di bambini e adolescenti muoiono a causa dell’alcol, (più di 57.000 ogni anno nella Regione europea)?

Perché l’alcol, il cui consumo tra i giovani si affianca sempre più all’uso di droghe, è considerato quasi dovunque come un prodotto di consumo corrente tanto da essere venduto e pubblicizzato?

Come spiegare che i pochi studi sugli effetti positivi dell’alcol sulla salute ricevono una vasta eco, mentre tutti gli altri che mettono in evidenza i suoi danni passano spesso sotto silenzio?

Chi per esempio è al corrente del fatto che in Europa un decesso su quattro tra i ragazzi tra i 15 e 29 anni è dovuto all’alcol?

Perché si continua a lasciar credere che ci sono due tipi di consumi totalmente distinti ed opposti. Quello buono, che provoca piacere e convivialità. L’altro, quello cattivo che conduce all’alcolismo. Oggi si sa molto bene che il confine tra un consumo moderato ed un consumo eccessivo è estremamente labile e che il passaggio dal primo al secondo è frequente e nascosto.

Se non è il caso di difendere la proibizione, che ha dimostrato i suoi effetti perversi e la sua inefficacia, almeno si può e si deve dire tutta la verità e adottare le misure di prevenzione, di precauzione e di protezione che si impongono di fronte ad un fattore di  rischio di tale ampiezza. All’alcol si attribuisce nella Regione europea il 10% del carico di malattie.

L’alcol uccide brutalmente negli incidenti, nella violenza e nei suicidi che provoca. Uccide inoltre lentamente con le degradazioni fisiche, mentali e sociali che comporta.

Il suo peso economico è incontestabile, ma questo da il diritto alla industria dell’alcol e alle sue lobbies di fare e dire ciò che vogliono?. L’esempio della promozione dell’alcol nello sport che arriva al punto di oscurare il nome stesso dello sport a vantaggio di quello del marchio del prodotto ne è una eccellente dimostrazione.

E’ vero che l’alcol è nello stesso tempo un fattore di deterioramento della salute ed un sintomo di malessere sociale. Questa dualità non deve servire da scusa per atteggiamenti passivi che proclamano: la società va male, aspettiamo che vada meglio, l’alcolismo sparirà da solo.

E’ per questo che proprio cinque anni fa noi abbiamo organizzato la Conferenza di Parigi sull’alcol e la società con l’ambizione di rilanciare la lotta contro l’alcolismo nelle politiche di salute e nei programmi di salute pubblica ad ogni livello. Una Carta Europea é stata adottata. Uno dei suoi principi é di attualità per la nostra Conferenza:

“…dare il diritto a i bambini e agli adolescenti di crescere in una situazione protetta dalle conseguenze nefaste del consumo d’alcol e se  possibile della sua promozione.”

Durante questi ultimi cinque anni si sono registrati numerosi sviluppi in tema di alcol nella Regione europea. Sul piano anedottico bisogno annotare lo smacco dell’industria dell’alcol nel suo tentativo poco onorevole di usurpare a suo vantaggio la Carta di Parigi manipolandone il contenuto.

In modo più serio, noi abbiamo potuto constatare le difficoltà di sviluppo delle politiche di lotta contro l’alcolismo nella Regione. Gli sviluppi sono contrastati. Nella metà dei paesi il consumo d’alcol è leggermente diminuito. Nell’altra metà aumenta. Fatto positivo: gli incidenti legati all’alcol sembrano diminuire dappertutto.

Questa Conferenza cinque anni dopo Parigi si propone una grande partecipazione. L’abbiamo preparata insieme ai giovani e li abbiamo invitati ad unirsi a noi. Sono convinto che parteciperanno numerosi.

Questa Conferenza è anche una riunione scientifica. Una seduta plenaria è dedicata alle prove scientifiche degli effetti dell’alcol  sulla salute dei giovani e sugli aspetti economici del mercato dell’alcol.

D’altra parte, i risultati di uno studio sui pericoli sociali del consumo d’alcol saranno presentati durante la Conferenza. Avete nella vostra documentazione il libro dedicato all’argomento.

Infine, a partire dal 29 febbraio, in seguito alla  nostra Conferenza, sarà attuato un sistema di informazione e di osservazione europea sui dati relativi al consumo e alle politiche di lotta contro l’alcolismo.

Per terminare vorrei ringraziare coloro che hanno organizzato con noi questa Conferenza, in particolare il Governo della Svezia, la Commissione Europea e molti paesi della Regione.

 

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