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CONCLUSIONI

Guido Guidoni, Angela Tilli

 Il censimento dei Club giunto al suo terzo anno offre indicazioni sempre più attendibili della situazione dei programmi alcologici territoriali basati sui Club degli Alcolisti in Trattamento.

La validità dei risultati è confermata dalla grande stabilità degli stessi durante i tre anni nei quali è stata condotta la ricerca.

Le conclusioni della banca dati di quest’anno possono così essere riassunte:

1.          I Club in Italia sono lievemente diminuiti rispetto agli anni precedenti e tale risultato è comunque da attribuire quasi esclusivamente all’importante diminuzione dei Club avvenuta nella regione Piemonte. Nelle altre regioni il numero è rimasto pressoché stabile e in Sardegna è aumentato di oltre il 30%.

2.          Un ampio numero di famiglie continua ad entrare regolarmente nei programmi e i Club risultano composti da un discreto numero di nuclei familiari, per lo più “giovani” come tempo di frequenza.

3.          Nonostante il grande numero di famiglie “nuove”, restano stabili sia il numero medio delle famiglie per Club, sia il numero totale dei Club. Il dato delle famiglie che si sono allontanate appare quindi ancora sottostimato e renderà necessario un approfondimento del fenomeno.

4.          Sicuramente da migliorare appare l’approccio familiare ancora troppo centrato sulla coppia.

5.          I risultati sulla sobrietà appaiono decisamente buoni rispetto a tutti i comportamenti considerati, ottimi soprattutto i dati sulla riduzione nell’uso di alcol e di altre droghe.

6.          Le famiglie, attraverso gli ottimi punteggi espressi sulla scala di autovalutazione del cambiamento di stile di vita, esprimono notevole soddisfazione per il cammino percorso all’interno del Club.

7.          La formazione per le famiglie e la comunità (scuole alcologiche territoriali di I, II e III modulo) dovrebbe essere potenziata.

8.          I servitori-insegnanti risultano persone che si sono formate in anni recenti, in generale aggiornati e motivati al lavoro nel Club.

9.          I servitori-insegnanti che sono anche membri di un altro Club sono quasi il 50%: questo dato prospetta l’ipotesi, da verificarsi nel futuro, che il sistema ecologico-sociale si stia “chiudendo” sulle famiglie con il rischio di perdere l’importante apporto dei servitori-insegnanti provenienti dalla comunità locale e dalle istituzioni socio-sanitarie.

10.       Un elemento di problematicità è inoltre costituito da una discreta quota di servitori-insegnanti membri di Club che non frequentano più il Club di appartenenza.

11.       I Club nel loro insieme lavorano secondo la metodologia ecologico-sociale e appaiono ben distribuiti sul territorio ed in comunicazione con le principali risorse socio-sanitarie.

12.       Di particolare rilevanza sono i programmi regionali di formazione e aggiornamento, sia per il numero di corsi sia per il numero di partecipanti

13.       I 25  corsi di sensibilizzazione realizzati testimoniano la vivacità dei programmi ma appaiono ancora al di sotto dell’indicazione data dal Prof. Hudolin di realizzare un corso all’anno ogni 50 Club.

14.       Per quanto riguarda il progetto DATACLUB non sono ancora rispettate le scadenze temporali proposte per le diverse fasi del processo della ricerca e si deve ulteriormente sviluppare la formazione alla ricerca ai vari livelli (locale, regionale, nazionale).

 

I dati di quest’anno confermano l’ipotesi fatta lo scorso anno sulla stabilità dei risultati e suggeriscono la possibilità di una semplificazione della scheda per la raccolta dei dati nei prossimi anni.

Come già proposto, si potrà così aggiungere una sessione che potrà variare ogni 2-3 anni al fine di approfondire specifici aspetti del lavoro dei Club quali quello già segnalato delle famiglie che si sono allontanate.

Concludendo si può sicuramente affermare comunque che gli strumenti e le modalità di questa banca dati sono ormai stati definitivamente integrati nella prassi del lavoro del Club, dove costituiscono un elemento di arricchimento e una occasione di riflessione e di autovalutazione che si ripete ogni anno, con una possibilità di ricaduta positiva sull’intero sistema ecologico-sociale.

Sviluppi sicuramente auspicabili per i prossimi anni sono: da una parte quello di poter cominciare ad estendere questo censimento anche ai Club dell’estero, almeno per quanto riguarda i dati più significativi, dall’altra quello di elaborare una possibilità di sviluppo del progetto DATACLUB che permetta un maggior confronto con la comunità scientifica non appartenente all’approccio ecologico-sociale.

 

 

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